Per informazioni: 393 8130260.
venerdì 31 luglio 2009
Nuovamente in Umbria
A più di un anno dal successo ottenuto a Perugia, Assisi e Spoleto, torna in Umbria la mostra itinerante Donne di Vrindavan: dal 2 al 9 agosto a Corciano (PG), in occasione del Corciano Festival, presso lo spazio Agosto Cinema di Gabriele Anastasio.
Per informazioni: 393 8130260.
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lunedì 9 marzo 2009
Waiting for Eternity
La mostra nella sua veste italiana si è conclusa. Continua, tradotta in inglese e tedesco, in una nuova veste internazionale in cui le immagini non sono più accompagnate da liriche bensì da approfondimenti antropologici.
In bocca al lupo a Tamara Farnetani per il proseguimento della sua avventura.
Anche il presente blog si chiude qui. Quanto a me, mi trovate ancora su Ventidue passi d'amore e dintorni.
In bocca al lupo a Tamara Farnetani per il proseguimento della sua avventura.
Anche il presente blog si chiude qui. Quanto a me, mi trovate ancora su Ventidue passi d'amore e dintorni.
domenica 23 novembre 2008
sabato 4 ottobre 2008
Dal 27 settembre al 9 ottobre Donne di Vrindavan a Vaiano (PR)
(Dal sito del Comune di Vaiano)
Fino al 9 ottobre alla Villa del Mulinaccio si potranno ammirare gli scatti di Tamara Farnetani che raccontano le dolorose storie delle donne di questa città dell’India chiamata anche “città delle vedove”.
E’ stata presentata stamani in una conferenza stampa a Vaiano la mostra fotografica “Donne di Vrindavan” della fotografa Tamara Farnetani che sarà inaugurata sabato 27 settembre alle 16.30 nella Tinaia della Villa del Mulinaccio alla presenza della curatrice e rimarrà aperta al pubblico con ingresso libero fino al 9 ottobre. Questo evento, organizzato dal Comune di Vaiano, la Cna Artigianato Pratese, Cna Pensionati e l’Associazione Dora Forum delle Donne di Vaiano e il Comune di Perugia rientra nel programma delle iniziativa “Eventi in Rosa 2008” promossa della Provincia di Prato e dalla Commissione Pari opportunità in collaborazione con la Consigliera di Parità Provinciale Michaela Venturi. Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi, Maria Bassi presidente della Cna Pensionati e Patrizia Mari dell’Associazione Dora Forum. Vrindavan (Uttar Pradesh, India) è la “Città delle vedove”, per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo aver perso i loro mariti ed essersi ritrovate in mezzo alla strada, spesso scaricate dalla famiglia del defunto marito. Diventano discepole del Dio Krishna come vuole la religione indù, dedicando il resto della loro vita a salmodiare ed ad aspettare la “moksh”, il paradiso dove saranno liberate dal ciclo della morte e della reincarnazione. Nel 2007 la fotografa Tamara Farnetani è stata a lungo a Vrindavan in due occasioni: dalle foto e dalle interviste che ha fatto alle vedove è nata la mostra “Donne di Vrindavan”. La mostra si compone di 40 pannelli 90 x 70 cm che contengono foto e liriche abbinate. 35 sono le foto suggestive scattate dalla Farnetani e 5 sono i pannelli che contengono i vari approfondimenti sulla condizione della vedova in India e interviste delle stesse donne fotografate. Le foto sono accompagnate da interessanti brevi liriche scritte appositamente per la mostra dal poeta Daniele Passerini, con approfondimenti di Vasu Dev Das e dell'antropologa Ester Gallo. Il catalogo sarà in vendita a 10 euro di cui 3 euro andranno in beneficenza all'organizzazione “Guild of Service”, che si occupa delle vedove di Vrindavan. Con la vendita di più di 300 copie del catalogo ha permesso di potere mandare alle dirette interessate 1500 euro. Si tratta poi di una mostra itinerante perché Vaiano è la quinta tappa in Italia, dopo Perugia, Assisi, Spoleto e Trento. Per novembre la mostra uscirà dall'Italia e viaggerà in Germania e per la prossima primavera sarà negli Stati Uniti. Un dato che da più valore e significati a questa mostra è che la cinquecentesca Villa del Mulinaccio è stata voluta da quel Filippo Sassetti che non solo è stato un grande letterario ma anche viaggiatore con un forte legame con l’India. Infatti proprio lì sposò una donna indiana e ci morì nel 1588. “Non è solo una mostra – ha commentato il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi - ma un momento d’incontro con una forte valenza sociale e di solidarietà concreta perché attraverso la fotografia si raccontano storie di vita di tante donne che vivono con sofferenza e dignità la loro condizione. In più - ha aggiunto – si tratta di un evento che è nato su una proposta di due nostre cittadine, Erica Nannini e Denise Lai, che dopo una visita in India sono rimasti profondamente colpite dalla condizione delle donne in quella città e ci hanno contattato e proposto questa iniziativa. Noi l’abbiamo subito accolta con entusiasmo e la sua realizzazione è il frutto di una grande collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni. Altro elemento importante è che questa mostra – ha concluso il sindaco – è in pratica il primo evento culturale che organizziamo alla Tinaia restaurata da poco e anche questo fatto ci riempie di soddisfazione”.
La mostra sarà aperta ad ingresso gratuito i giorni feriali dalle ore 16 alle 19 e sabato e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. C’è anche la possibilità di una visita su appuntamento, in particolare per le scuole, telefonando all’ufficio cultura del Comune di Vaiano 0574.942492.
Altri dettagli sulla mostra si possono avere cliccando sul sito web: www.donnedivrindavan.com
La mostra sarà aperta ad ingresso gratuito i giorni feriali dalle ore 16 alle 19 e sabato e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. C’è anche la possibilità di una visita su appuntamento, in particolare per le scuole, telefonando all’ufficio cultura del Comune di Vaiano 0574.942492.
Altri dettagli sulla mostra si possono avere cliccando sul sito web: www.donnedivrindavan.com
mercoledì 16 luglio 2008
Ancora un pannello della mostra
Shanti Bhai
Vivo legata ad un metro dal suolo
senza l'altezza per fare la sposa.
La vita è sacra, seppure aggiogata;
vince il suo giogo chi bene lo accetta.

UN CLICK SULLA FOTO PER INGRANDIRLA
senza l'altezza per fare la sposa.
La vita è sacra, seppure aggiogata;
vince il suo giogo chi bene lo accetta.

UN CLICK SULLA FOTO PER INGRANDIRLA
SHANTI BAI, 55 anni, è una delle poche donne a Vrindavan ad avere una pensione di 2000 rupie all’anno (circa 40 euro) che in India è tanto; paga però un affitto abbastanza caro, 500 rupie al mese, arrotondando con l’elemosina. Le piace vivere a Vrindavan anche perché non conosce nient’altro. Dimostra una grande serenità.
Sono di Calcutta. Quando sono morti i miei genitori avevo cinque anni. I miei due fratelli maggiori erano molto preoccupati che fossi una nana: significava che non sarebbero mai riusciti a trovarmi marito e avrebbero dovuto prendersi cura di me per tutta la vita. Perciò decisero di allontanarmi di casa. Mi affidarono a una anziana vedova che stava venendo a Vrindavan per salmodiare, come vuole la tradizione hindu, fino agli ultimi giorni della sua vita. Così è da circa cinquanta anni che vivo qui. Sono molto credente, ma da cinque anni non vado più all’ashram. Chiedo l’elemosina qui davanti al Tempio di Govinda, il più importante della città, che i pellegrini devoti a Krishna vengono a visitare da ogni parte dell’India. Qui mi sento più libera che dentro l’ashram e faccio più soldi.
Sono di Calcutta. Quando sono morti i miei genitori avevo cinque anni. I miei due fratelli maggiori erano molto preoccupati che fossi una nana: significava che non sarebbero mai riusciti a trovarmi marito e avrebbero dovuto prendersi cura di me per tutta la vita. Perciò decisero di allontanarmi di casa. Mi affidarono a una anziana vedova che stava venendo a Vrindavan per salmodiare, come vuole la tradizione hindu, fino agli ultimi giorni della sua vita. Così è da circa cinquanta anni che vivo qui. Sono molto credente, ma da cinque anni non vado più all’ashram. Chiedo l’elemosina qui davanti al Tempio di Govinda, il più importante della città, che i pellegrini devoti a Krishna vengono a visitare da ogni parte dell’India. Qui mi sento più libera che dentro l’ashram e faccio più soldi.
mercoledì 11 giugno 2008
Ringraziamenti dall'India
Segue il testo della lettera con cui Guild of Service ha ringraziato il Comitato Internazionale 8 Marzo per la donazione effettuata in loro favore (con a seguire la traduzione in italiano).
June 11th 2008
To Ms. Marcella Bravetti
Chairperson Comitato Internazionale 8 Marzo
Dear Ms. Bravetti
Greetings from the Guild of Service.
We are indeed very grateful to you for having organised and arranged for this most generous donation of 1500 Euro to our organisation, Guild of Service, for our work with the widows of Vrindavan.
It is blessings of this kind that really prove to us that our work is really God's work and we are only the messengers of this service to the community.
I assure you that the money donated to us through you has a place not only in our hearts but also in the hearts of the women whose lives it will help to rebuild.
The expenses incurred by us are largely on Provision of Nutritious food for the widows comprising of pulses, rice, vegetables, milk, curd etc. and on medical aid. There are now over a hundred women in Ma Dham - the new shelter home of which we sent you pictures - and the money donated by you shall be utilised primarily for this purpose.
Many of the women with us are elderly and suffer from various kinds of health problems ranging from hernia, to high blood pressure and blood sugar, to very poor eyesight, back problems etc. Medicines are always required at our home, and we often do not have the funds to procure them. The donation made to us through you will greatly relieve us of this particular weight of expenses.
Please do thank the individual donors for their contributions. It is truly touching that people so far from India have been moved enough by our work to help in any way that they can.
With regards and thanks
Sincerely
V. Mohini Giri
(Chairperson, Guild of Service)
C-25, Qutab Institutional Area
New Delhi 110016 - INDIA
11 giugno 2008
A Marcella Bravetti
Presidente del Comitato Internazionale 8 Marzo di Perugia
Cara Signora Bravetti,
tante grazie dal guild of Service.
Vi siamo davvero molto grati per aver organizzato e messo insieme questa generosa donazione di 1500 euro a favore della nostra organizzazione, il Guild of Service, per il nostro progetto con le donne di Vrindavan.
Sono le benedizioni di questo tipo che ci provano che il nostro lavoro à realmente il lavoro del Signore e noi siamo solamente i messaggeri di questo servizio per la comunità.
Vi assicuro che la somma che ci avete donato ha un posto non solamente nel nostro cuore ma soprattutto nei cuori di quelle donne che avranno la possibilità di ricostruire le proprie vite.
Le spese da noi sostenute sono soprattutto per approvvigionamento di cibo nutriente per le vedove, legumi, riso, vegetali, latte, yogurt ecc. e in assistenza medica.
Adesso ci sono più di cento donne a Ma-Dham - la nuova casa di accoglienza di cui vi mandiamo alcune foto - e il denaro da voi mandato servirà principalmente per questo scopo.
Tante delle donne che ospitiamo sono anziane e soffrono di diversi tipi di malattie che vanno da ernia, pressione alta, diabete a seri problemi di vista, problemi di dolori reumatici ecc. Le medicine sono sempre richieste nella nostra casa ed a volte non ci sono i mezzi necessari.
La donazione da voi fatta ci solleverà moltissimo da questo particolare tipo di spese.
Per favore ringraziate tutti i donatori per il loro contributo.
È davvero toccante che persone che vivono così lontano dall'India siano state colpite dal nostro lavoro e si siano prodigate per aiutarci in ogni maniera possibile.
Sinceri saluti e ringraziamenti
V. Mohini Giri
(Presidente Guild of Service)
C-25, Qutub Institutional Area
New Delhi 110016 - INDIA
June 11th 2008
To Ms. Marcella Bravetti
Chairperson Comitato Internazionale 8 Marzo
Dear Ms. Bravetti
Greetings from the Guild of Service.
We are indeed very grateful to you for having organised and arranged for this most generous donation of 1500 Euro to our organisation, Guild of Service, for our work with the widows of Vrindavan.
It is blessings of this kind that really prove to us that our work is really God's work and we are only the messengers of this service to the community.
I assure you that the money donated to us through you has a place not only in our hearts but also in the hearts of the women whose lives it will help to rebuild.
The expenses incurred by us are largely on Provision of Nutritious food for the widows comprising of pulses, rice, vegetables, milk, curd etc. and on medical aid. There are now over a hundred women in Ma Dham - the new shelter home of which we sent you pictures - and the money donated by you shall be utilised primarily for this purpose.
Many of the women with us are elderly and suffer from various kinds of health problems ranging from hernia, to high blood pressure and blood sugar, to very poor eyesight, back problems etc. Medicines are always required at our home, and we often do not have the funds to procure them. The donation made to us through you will greatly relieve us of this particular weight of expenses.
Please do thank the individual donors for their contributions. It is truly touching that people so far from India have been moved enough by our work to help in any way that they can.
With regards and thanks
Sincerely
V. Mohini Giri
(Chairperson, Guild of Service)
C-25, Qutab Institutional Area
New Delhi 110016 - INDIA
11 giugno 2008
A Marcella Bravetti
Presidente del Comitato Internazionale 8 Marzo di Perugia
Cara Signora Bravetti,
tante grazie dal guild of Service.
Vi siamo davvero molto grati per aver organizzato e messo insieme questa generosa donazione di 1500 euro a favore della nostra organizzazione, il Guild of Service, per il nostro progetto con le donne di Vrindavan.
Sono le benedizioni di questo tipo che ci provano che il nostro lavoro à realmente il lavoro del Signore e noi siamo solamente i messaggeri di questo servizio per la comunità.
Vi assicuro che la somma che ci avete donato ha un posto non solamente nel nostro cuore ma soprattutto nei cuori di quelle donne che avranno la possibilità di ricostruire le proprie vite.
Le spese da noi sostenute sono soprattutto per approvvigionamento di cibo nutriente per le vedove, legumi, riso, vegetali, latte, yogurt ecc. e in assistenza medica.
Adesso ci sono più di cento donne a Ma-Dham - la nuova casa di accoglienza di cui vi mandiamo alcune foto - e il denaro da voi mandato servirà principalmente per questo scopo.
Tante delle donne che ospitiamo sono anziane e soffrono di diversi tipi di malattie che vanno da ernia, pressione alta, diabete a seri problemi di vista, problemi di dolori reumatici ecc. Le medicine sono sempre richieste nella nostra casa ed a volte non ci sono i mezzi necessari.
La donazione da voi fatta ci solleverà moltissimo da questo particolare tipo di spese.
Per favore ringraziate tutti i donatori per il loro contributo.
È davvero toccante che persone che vivono così lontano dall'India siano state colpite dal nostro lavoro e si siano prodigate per aiutarci in ogni maniera possibile.
Sinceri saluti e ringraziamenti
V. Mohini Giri
(Presidente Guild of Service)
C-25, Qutub Institutional Area
New Delhi 110016 - INDIA
Nuove foto di Ma-Dham

Pubblichiamo volentieri altre foto della Ma-Dham di Guild of Service, inviateci dall'India da Rita Cacciaglia.Per questa nuova struttura di accoglienza abbiamo raccolto e spedito a Vrindavan con bonifico internazionale, lo scorso mese di maggio e tramite il Comitato Internazionale 8 Marzo di Perugia, 1500€ raccolti tramite le esposizioni della mostra fotografica Donne di Vrindavan.


giovedì 29 maggio 2008
Esposizione a Trento - Festival dell'economia
La mostra è attualmente allestita a Trento, nella Sala Wolkenstein del Teatro Sociale (Palazzo Festi) ed è visitabile dalle ore 15 alle 20 fino a sabato 31 maggio (non 2 giugno come previsto dal programma del Festival dell'economia).
sabato 10 maggio 2008
Notizie da Ma-Dham, Vrindavan
Abbiamo già dato notizia che il 23 marzo scorso le prime donne sono entrate a Ma-Dham, la struttura di accoglienza (gestita a Vrindavan da Guild of Service) cui è destinato la beneficenza raccolta tramite la vendita del catalogo della mostra.Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), ci ha scritto in questi giorni mandandoci alcune foto delle stanze di Ma-Dham e delle loro ospiti per renderci "partecipi della situazione felice e serena di quel giorno". Si noti che oltre a non indossare il sari bianco alcune di queste donne portano persino qualche gioiello, comportamenti che la tradizione ortodossa hindu vieta alle vedove. La Presidente di Guild of Service, Mohini Giri, è infatti sempre stata contraria a questa "divisa": le donne aiutate dalla sua associazione devono sentirsi "normali" come tutte le altre.
Uno dei prossimi obiettivi della nuova struttura di Vrindavan è sistemare l'area circostante, piantando del verde, coltivando tulsi, curcuma e altre piante. C'è il progetto di tenere mucche con le quali preparare tanti prodotti derivati dal latte e dolci.
La cosa più importante è che a queste donne ospitate da Ma-Dham viene insegnato a leggere e scrivere, e a svolgere compiti e lavori: cucire, preparare dei cibi, corsi per diventare infermiere o assistenti. Tutto ciò per reintegrarle nella società, a farle sentire di nuovo persone normali e dignitose.
Presso Ma-Dham c'è anche un centro sanitario con varie attrezzature, che servirà non solo alle residenti della casa ma anche a tutti gli abitanti dell'area circostante.
Vasu conclude la sua descrizione, segnalando che il giorno in cui ha visitato la struttura, si è tenuto anche un un campo legale, dove vari avvocati, giudici e rappresentanti del Governo - tutte donne tranne un uomo - hanno offerto la propria assistenza gratuita e hanno informato le donne circa i loro diritti legali. Per esempio tante non sanno di avere diritto alla pensione o di potere essere assistite da questo gruppo volontario se vengono abusate, o sopraffatte in una disputa proprio, per il solo fatto di essere donne.

Rassegna stampa (Febbraio-aprile 2008)
In attesa di essere a Trento dal 27 maggio al 2 giugno, chiudiamo il capitolo delle esposizioni fatte a Perugia, Assisi, Spoleto, col riepilogo di tutti gli articoli di giornale (di cui siamo venuti a conoscenza) che si sono occupati mostra.
26/04/08 - Sipario sulle 'Donne di Vrindavan', da La Nazione-Umbria
26/04/08 - Il fiero sguardo di Vrindavan, da Il Corriere dell'Umbria (articolo di Ramona Premoto)
20/04/08 - Le donne di Vrindavan, da Il Giornale dell'Umbria
12/04/08 - Vrindavan, il paese delle vedove, da La Voce dell'Umbria
31/03/08 - Foto e liriche di Tamara Farnetani e Daniele Passerini, da Il Rubino di Assisi
15/03/08 - "Vrindavan", immagini dalla città delle donne sole, da La Nazione-Umbria
15/03/08 - Quelle vite dedicate a Krishna, da La Voce dell'Umbria
14/03/08 - Immagini e poesia, da Il Giornale dell'Umbria
14/03/08 - "Donne di Vrindavan": a Perugia, Assisi e Spoleto una mostra fotografica sulle vedove dell'India, da Il Giornale dell'Umbria
12/03/08 - L'India nei volti delle donne, da Il Corriere dell'Umbria
06/03/08 - Una mostra racconta le vedove di Vrindavan, da TuttoPerugia
22/02/08 - India, le vedove di Vrindavan - da La Nazione-Umbria
17/02/08 - "Le donne di Vrindavan" - da Il Giornale dell'Umbria
Infine il riepilogo dei commenti dei visitatori lasciati sul registro delle firme:
Perugia, 8-16 marzo
Assisi, 5-13 aprile
Spoleto, 19-27 aprile
venerdì 9 maggio 2008
Da La Nazione-Umbria del 26/04/08
SUCCESSO E PROSPETTIVE PER LA MOSTRA FOTOGRAFICASipario sulle 'Donne di Vrindavan'
-SPOLETO -
SI AVVIA al gran finale e già promette sviluppi per il futuro immediato. E' la mostra «Donne di Vrindavan» aperta fino a domani nel chiostro di San Nicolò, con orario 10-19. La mostra propone le fotografie di Tamara Fametani accompagnate dalle liriche di Daniele Passerini (insieme nella foto) che testimoniano la situazione delle donne indiane della città di Vrindavan: sono vedove o abbandonate dal marito e come tali escluse dalla società che hanno trovato nuove possibilità di vita nella città di Vrindavan dedicandosi al culto del dio hindu Krishna. La mostra testimonia come queste donne indiane siano il simbolo di una profonda trasformazione in atto nella società e al tempo stesso offre uno sguardo sull'India al di là degli stereotipi. Dopo Spoleto la mostra sarà a Trento, per il Festival dell'economia e tornerà in Umbria ad agosto per il Corciano Festival.
Da Il Corriere dell'Umbria del 26/04/08
Spoleto La rassegna fotografica approdata al Chiostro di S. Nicolò,
resterà aperta fino a domani
resterà aperta fino a domani
Il fiero sguardo di Vrindavan
La mostra sosterrà un progetto per aiutare le vedove della città sacra

La rassegna fotografica "Donne di Vrindavan" sarà presto allestita anche a Venezia
SPOLETO - Calda e partecipe la risposta dell'Umbria alla mostra itinerante "Donne di Vrindavan", rassegna fotografica promossa dal Comitato 8 Marzo di Perugia, approdata sabato scorso a Spoleto presso il Chiostro di S. Nicolò e in esposizione fino al 27 aprile. Un bilancio più che positivo quello stilato dalla fotografa Tamara Farnetani e dall'autore Daniele Passerini, un doppio successo inatteso vista la complessità del tema trattato: "In 20 giorni di apertura i visitatori sono stati non meno di 5000 - racconta entusiasta Daniele Passerini - quasi 300 sono ormai i cataloghi venduti e all'incirca 1500 euro la somma raccolta da destinare all'Associazione umanitaria indiana "Guild of Service" per sostenere un progetto diretto ad aiutare le vedove e bambini che vivono nella città sacra di Vrindavan". Attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, fotoreporter e profonda conoscitrice dell'India, e la cornice lirica realizzata dell'autore umbro Passerini, le immagini esposte hanno così rivelato al visitatore tutta la dignità, la forza, la fierezza e la fede delle donne ritratte nelle fotografie, le difficili condizioni di vita di esistenze così lontane dalle nostre, custodi di un profondo senso esistenziale che sfugge proprio a chi, come noi, si rifugia nei beni materiali e poco nelle certezze dello spirito. "E una realtà" spiega la Farnetani - poco nota in occidente e poco affrontata dallo stesso governo indiano. Eppure, accanto all'India dello sviluppo economico e tecnologico e all'India della spiritualità, dello yoga e dei guru, che ha affascinato e continua a sedurre generazioni di occidentali, continua a sussistere quest'India povera e rurale, che non va giudicata ma nemmeno accettata come qualcosa d'immutabile". La mostra è stata appena inserita dalla provincia di Trento nel calendario del prossimo "Festival internazionale dell'Economia" e verrà quindi allestita in tale prestigioso contesto dal 27 maggio al 2 giugno presso la sala Wolkenstein di Palazzo Festi della città. Gli autori hanno anche annunciato che uno dei prossimi centri storici ad ospitare la mostra sarà probabilmente Venezia. Dunque un'iniziativa made in. Umbria che ora si prepara a viaggiare per tutta Italia e non solo, infatti dopo aver tradotto i testi delle fotografie in lingua inglese, già giungono le prime richieste dall'estero.
La mostra sosterrà un progetto per aiutare le vedove della città sacra

La rassegna fotografica "Donne di Vrindavan" sarà presto allestita anche a Venezia
SPOLETO - Calda e partecipe la risposta dell'Umbria alla mostra itinerante "Donne di Vrindavan", rassegna fotografica promossa dal Comitato 8 Marzo di Perugia, approdata sabato scorso a Spoleto presso il Chiostro di S. Nicolò e in esposizione fino al 27 aprile. Un bilancio più che positivo quello stilato dalla fotografa Tamara Farnetani e dall'autore Daniele Passerini, un doppio successo inatteso vista la complessità del tema trattato: "In 20 giorni di apertura i visitatori sono stati non meno di 5000 - racconta entusiasta Daniele Passerini - quasi 300 sono ormai i cataloghi venduti e all'incirca 1500 euro la somma raccolta da destinare all'Associazione umanitaria indiana "Guild of Service" per sostenere un progetto diretto ad aiutare le vedove e bambini che vivono nella città sacra di Vrindavan". Attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, fotoreporter e profonda conoscitrice dell'India, e la cornice lirica realizzata dell'autore umbro Passerini, le immagini esposte hanno così rivelato al visitatore tutta la dignità, la forza, la fierezza e la fede delle donne ritratte nelle fotografie, le difficili condizioni di vita di esistenze così lontane dalle nostre, custodi di un profondo senso esistenziale che sfugge proprio a chi, come noi, si rifugia nei beni materiali e poco nelle certezze dello spirito. "E una realtà" spiega la Farnetani - poco nota in occidente e poco affrontata dallo stesso governo indiano. Eppure, accanto all'India dello sviluppo economico e tecnologico e all'India della spiritualità, dello yoga e dei guru, che ha affascinato e continua a sedurre generazioni di occidentali, continua a sussistere quest'India povera e rurale, che non va giudicata ma nemmeno accettata come qualcosa d'immutabile". La mostra è stata appena inserita dalla provincia di Trento nel calendario del prossimo "Festival internazionale dell'Economia" e verrà quindi allestita in tale prestigioso contesto dal 27 maggio al 2 giugno presso la sala Wolkenstein di Palazzo Festi della città. Gli autori hanno anche annunciato che uno dei prossimi centri storici ad ospitare la mostra sarà probabilmente Venezia. Dunque un'iniziativa made in. Umbria che ora si prepara a viaggiare per tutta Italia e non solo, infatti dopo aver tradotto i testi delle fotografie in lingua inglese, già giungono le prime richieste dall'estero.
(articolo di Ramona Premoto)
Da Il Giornale dell'Umbria del 20/04/08
MOSTRA DI FOTO A SPOLETOLe donne di Vrindavan
SPOLETO - È stata inaugurata al San Nicolò di Spoleto la mostra "Donne di Vrindavan" promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo.
La mostra, inaugurata ieri alla presenza dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Spoleto Manuela Albertella e dell'assessore alla Cultura Giorgio Flamini, rimarrà aperta fino a domenica 27 aprile. L'esposizione si compone di 40 pannelli di fotografie, liriche, approfondimenti per raccontare le dure condizioni di vita delle vedove di Vrindavan in India. La mostra è il risultato del connubio tra le foto di Tamara Farnetani e le poesie di Daniele Passerini ed è completata dai racconti delle donne fotografate e dagli approfondimenti di Ester Gallo e Rita Cacciaglia. L'ingresso è libero (orario 10-19). Acquistando il catalogo, chi vuole può dare un'offerta all'associazione umanitaria Guild of Service per una struttura a Vrindavan che accoglie donne. All'evento è associata anche una raccolta fondi in favore di Guild of Service, New Delhi, India.
Il reportage della Farnetani, specializzata in ritrattistica. presso il Kingsway College e il City of Westminster College di Londra, si distingue per qualità degli scatti, potenza evocativa e completezza del progetto. Come spiega la stessa Farnetani: "Le donne che ho conosciuto a Vrindavan sono donne particolari. Per lo più vedove che, dopo la morte dello sposo, cacciate dalle famiglie, si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie e raggiungere la liberazione dalla "ruota delle rinascite". Insieme alle vedove ci sono mogli abbandonate coi loro bambini o che non sono riuscite a sposarsi per mancanza di dote. Molti guarderanno le foto con l'idea di una profonda violazione dei diritti umani, e sicuramente a queste donne la tradizione hindu nega una vita normale solo perché non hanno più marito. Invito però anche a spostare l'attenzione sulla loro personalità, la grande fede in Dio, la fierezza d'essere Hindu, l'accettare con dignità la propria sorte in cambio d'una ricompensa eterna".
SPOLETO - È stata inaugurata al San Nicolò di Spoleto la mostra "Donne di Vrindavan" promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo.
La mostra, inaugurata ieri alla presenza dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Spoleto Manuela Albertella e dell'assessore alla Cultura Giorgio Flamini, rimarrà aperta fino a domenica 27 aprile. L'esposizione si compone di 40 pannelli di fotografie, liriche, approfondimenti per raccontare le dure condizioni di vita delle vedove di Vrindavan in India. La mostra è il risultato del connubio tra le foto di Tamara Farnetani e le poesie di Daniele Passerini ed è completata dai racconti delle donne fotografate e dagli approfondimenti di Ester Gallo e Rita Cacciaglia. L'ingresso è libero (orario 10-19). Acquistando il catalogo, chi vuole può dare un'offerta all'associazione umanitaria Guild of Service per una struttura a Vrindavan che accoglie donne. All'evento è associata anche una raccolta fondi in favore di Guild of Service, New Delhi, India.
Il reportage della Farnetani, specializzata in ritrattistica. presso il Kingsway College e il City of Westminster College di Londra, si distingue per qualità degli scatti, potenza evocativa e completezza del progetto. Come spiega la stessa Farnetani: "Le donne che ho conosciuto a Vrindavan sono donne particolari. Per lo più vedove che, dopo la morte dello sposo, cacciate dalle famiglie, si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie e raggiungere la liberazione dalla "ruota delle rinascite". Insieme alle vedove ci sono mogli abbandonate coi loro bambini o che non sono riuscite a sposarsi per mancanza di dote. Molti guarderanno le foto con l'idea di una profonda violazione dei diritti umani, e sicuramente a queste donne la tradizione hindu nega una vita normale solo perché non hanno più marito. Invito però anche a spostare l'attenzione sulla loro personalità, la grande fede in Dio, la fierezza d'essere Hindu, l'accettare con dignità la propria sorte in cambio d'una ricompensa eterna".
giovedì 8 maggio 2008
Da La Voce dell'Umbria del 12/04/08
ASSISI - Si presenta straordinariamente professionale ed elegante "Donne di Vrindavan", il lavoro della fotografa Tamara Farnetani in esposizione ad Assisi fino a domani.
Tamara Fametani ha frequentato il Kingsway College di Londra, l'unico che offriva un corso di laurea in fotografia.
Una volta laureata Tamara ha potuto unire le due passioni: l'India e la fotografia. Da allora ben sette viaggi l'hanno portata in India. Quella che Tamara definisce "una ricerca del sacro", la ricerca di "quella serenità che aiuta a superare il dolore così come fanno le donne di Vrindavan". Il lavoro di Farnetani è una reale documentazione sulle donne di Vrindavan - India. La descrizione storico-fotografica è supportata dagli approfondimenti di Rita Cacciaglia alias Vasu Dev Das, consulente dall'India ed Ester Gallo, antropologa dell'Università del Sussex, Inghilterra. Le stesse donne indiane, fotografate dall'obbiettivo della Farnetani, sono state dalla fotografa intervistate e nel catalogo che accompagna la mostra, oltre ai saggi critici, vi sono le testimonianze delle donne di Vrindavan. La città di Vrindavan è nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovarono rifugio dopo avere perso i loro mariti, ma le donne di Vrindvan non sono solo vedove ma madri che non devono o non vogliono pesare sul bilancio familiare del figlio. Infatti, l'allontanamento dal nucleo familiare di appartenenza, che alla morte del marito coincide tradizionalmente con quello del figlio maschio, spesso non è una scelta.
Negli scatti di Tamara Farnetani si ha la fortuna di viaggiare in India restando fermi nella nostra città e si riesce ad entrare negli occhi delle madri di Vrindavan, uno sguardo ricco della consapevolezza, di una dignità forte, superiore alla miseria che attanaglia tutta l'aria del territorio indiano.
La mostra nasce sotto l'egida della Regione dell'Umbria, dalla provincia di Perugia, dei Comuni di Perugia, Assisi e Spoleto. All'evento è associata una raccolta fondi in favore di Guild of Service, New Delhi, India. La mostra si compone di 40 pannelli 90x70cm. Nati nel 2007 dopo un lungo soggiorno in India della fotografa Tamara Farnetani che risiede a Perugia. A Perugia è iniziato è il suo "viaggio" inaugurando l'esposizione nella chiesa della Misericordia mentre in Assisi, con ingresso gratuito, fino a domani nelle sale della Pinacoteca in Piazza del Comune per poi essere a Spoleto dal 19 al 27 aprile nel Chiostro San Nicolò, a Trento nella Sala Wolkestein dal 27 maggio al 2 giugno nell'ambito del Festival dell'Economia. Per informazioni tel. 349 2328009. Per quanto riguarda l'inaugurazione della tappa spoletina, sabato 19 aprile, alle 17.30, è previsto saluto delle autorità seguito dall'esibizione del gruppo di musica indiana Ragini e; per finire, un rinfresco offerto dal commercio equo e solidale.
Chi vuole, acquistando il catalogo a offerta, può contribuire all'attività umanitaria di Guild of Service che a Vrindavan gestisce la struttura di accoglienza e aiuto Ma-Dham.
Ndr. La redazione de La Voce dell'Umbria dopo la pubblicazione dell'articolo, scusandosi per avere omesso ogni riferimento alla parte lirica della mostra e all'autore Daniele Passerini, aveva promesso un articolo dedicato espressamente a rettificare la svista in occasione dell'inaugurazione della mostra di Spoleto. Nel frattempo la testata però ha chiuso! Del resto il panorama della stampa umbro è fin troppo affollato e tra Messaggero, Nazione, Corriere dell'Umbria e Giornale dell'Umbria probabilmente non c'era più spazio per un quinto giornale.
Tamara Fametani ha frequentato il Kingsway College di Londra, l'unico che offriva un corso di laurea in fotografia.
Una volta laureata Tamara ha potuto unire le due passioni: l'India e la fotografia. Da allora ben sette viaggi l'hanno portata in India. Quella che Tamara definisce "una ricerca del sacro", la ricerca di "quella serenità che aiuta a superare il dolore così come fanno le donne di Vrindavan". Il lavoro di Farnetani è una reale documentazione sulle donne di Vrindavan - India. La descrizione storico-fotografica è supportata dagli approfondimenti di Rita Cacciaglia alias Vasu Dev Das, consulente dall'India ed Ester Gallo, antropologa dell'Università del Sussex, Inghilterra. Le stesse donne indiane, fotografate dall'obbiettivo della Farnetani, sono state dalla fotografa intervistate e nel catalogo che accompagna la mostra, oltre ai saggi critici, vi sono le testimonianze delle donne di Vrindavan. La città di Vrindavan è nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovarono rifugio dopo avere perso i loro mariti, ma le donne di Vrindvan non sono solo vedove ma madri che non devono o non vogliono pesare sul bilancio familiare del figlio. Infatti, l'allontanamento dal nucleo familiare di appartenenza, che alla morte del marito coincide tradizionalmente con quello del figlio maschio, spesso non è una scelta.
Negli scatti di Tamara Farnetani si ha la fortuna di viaggiare in India restando fermi nella nostra città e si riesce ad entrare negli occhi delle madri di Vrindavan, uno sguardo ricco della consapevolezza, di una dignità forte, superiore alla miseria che attanaglia tutta l'aria del territorio indiano.
La mostra nasce sotto l'egida della Regione dell'Umbria, dalla provincia di Perugia, dei Comuni di Perugia, Assisi e Spoleto. All'evento è associata una raccolta fondi in favore di Guild of Service, New Delhi, India. La mostra si compone di 40 pannelli 90x70cm. Nati nel 2007 dopo un lungo soggiorno in India della fotografa Tamara Farnetani che risiede a Perugia. A Perugia è iniziato è il suo "viaggio" inaugurando l'esposizione nella chiesa della Misericordia mentre in Assisi, con ingresso gratuito, fino a domani nelle sale della Pinacoteca in Piazza del Comune per poi essere a Spoleto dal 19 al 27 aprile nel Chiostro San Nicolò, a Trento nella Sala Wolkestein dal 27 maggio al 2 giugno nell'ambito del Festival dell'Economia. Per informazioni tel. 349 2328009. Per quanto riguarda l'inaugurazione della tappa spoletina, sabato 19 aprile, alle 17.30, è previsto saluto delle autorità seguito dall'esibizione del gruppo di musica indiana Ragini e; per finire, un rinfresco offerto dal commercio equo e solidale.
Chi vuole, acquistando il catalogo a offerta, può contribuire all'attività umanitaria di Guild of Service che a Vrindavan gestisce la struttura di accoglienza e aiuto Ma-Dham.
Ndr. La redazione de La Voce dell'Umbria dopo la pubblicazione dell'articolo, scusandosi per avere omesso ogni riferimento alla parte lirica della mostra e all'autore Daniele Passerini, aveva promesso un articolo dedicato espressamente a rettificare la svista in occasione dell'inaugurazione della mostra di Spoleto. Nel frattempo la testata però ha chiuso! Del resto il panorama della stampa umbro è fin troppo affollato e tra Messaggero, Nazione, Corriere dell'Umbria e Giornale dell'Umbria probabilmente non c'era più spazio per un quinto giornale.
martedì 29 aprile 2008
Alcuni commenti lasciati dai visitatori a Spoleto
Immagini toccanti, parole bellissime e commoventi.
Immagini bellissime, che sanno raccontare, giochi di luce volti e sguardi che parlano oltre la superficie. Le parole che le accompagnano non potevano dire di più!
Grazie per le forti emozioni provate.
Grazie Daniele, grazie Tamara per le emozioni stupende che mi avete regalato, è stato un tuffo nel tornare all'umiltà e con i piedi per terra.
Complimenti per la profondità trasmessa.
Le foto, accompagnate dalle poesie, sono stupende.
Che meraviglia! Bravissimi!
Bella e significativa. Immagini stupende.
Complimenti alla fotografa per la bellezza delle immagini, così vere suggestive, impressionistiche. Brava, brava, brava... da un collega.
Scatti che hanno la capacità di condurci in una realtà fatta di diritti negati in cui possiamo leggere però anche la capacità delle donne di essere “sorelle”, di unire le forze e aiutarsi nel disagio, nella speranza di un futuro migliore, per se stesse, per i propri figli, per le generazioni future e magari anche oltre la morte.
Disarmante come la morte. Emozionante come la vita.
Ciao. Sono una grande appassionata della fotografia, la mostra è veramente mozzafiato, un viaggio insondabile dell'animo umano. Complimenti!!
Semplicemente dico: è un'opera eccezionale.
Immagini e parole che conducono in un viaggio meraviglioso tra le donne dell'India.
Emozioni contrastanti: angoscia, impotenza. Bravissimi per le immagini stupende e le parole sublimi.
Bellissimo e molto suggestivo l'abbinamento tra suoni, parole e immagini.
Immagini bellissime, che sanno raccontare, giochi di luce volti e sguardi che parlano oltre la superficie. Le parole che le accompagnano non potevano dire di più!
Grazie per le forti emozioni provate.
Grazie Daniele, grazie Tamara per le emozioni stupende che mi avete regalato, è stato un tuffo nel tornare all'umiltà e con i piedi per terra.
Complimenti per la profondità trasmessa.
Le foto, accompagnate dalle poesie, sono stupende.
Che meraviglia! Bravissimi!
Bella e significativa. Immagini stupende.
Complimenti alla fotografa per la bellezza delle immagini, così vere suggestive, impressionistiche. Brava, brava, brava... da un collega.
Scatti che hanno la capacità di condurci in una realtà fatta di diritti negati in cui possiamo leggere però anche la capacità delle donne di essere “sorelle”, di unire le forze e aiutarsi nel disagio, nella speranza di un futuro migliore, per se stesse, per i propri figli, per le generazioni future e magari anche oltre la morte.
Disarmante come la morte. Emozionante come la vita.
Ciao. Sono una grande appassionata della fotografia, la mostra è veramente mozzafiato, un viaggio insondabile dell'animo umano. Complimenti!!
Semplicemente dico: è un'opera eccezionale.
Immagini e parole che conducono in un viaggio meraviglioso tra le donne dell'India.
Emozioni contrastanti: angoscia, impotenza. Bravissimi per le immagini stupende e le parole sublimi.
Bellissimo e molto suggestivo l'abbinamento tra suoni, parole e immagini.
(Spoleto, 19-27 aprile 2007)
mercoledì 23 aprile 2008
comunicazione
L'aggiornamento della rassegna stampa - ferma a marzo - sarà riattivato nelle prossime settimane, concluso il tour umbro della mostra.
Ospiti del Festival dell'economia di Trento
Donne di Vrindavan è stata inserita nel Programma del Festival dell'economia 2008 di Trento e verrà allestita nella Sala Wolkenstein di Palazzo Festi da martedì 27 maggio a lunedì 2 giugno (15:00-20:00).
giovedì 17 aprile 2008
Alcuni commenti lasciati dai visitatori ad Assisi
Il vostro è un inno all'umanità che sa elevarsi sopra le macerie delle circostanze. Straordinario.
Un viaggio dentro gli occhi di queste donne è un viaggio dentro la nostra anima. Grazie per averci fatto conoscere questo mondo e questa realtà di vita a noi sconosciuta.
Grazie per la naturalezza e semplicità con cui ci avete iniziato alla spiritualità che queste donne emanano con i loro sguardi. Continuate così. Complimenti.
Un reportage ottimo, ritratti clamorosamente ben costruiti, controllo della luce ottimo!!
Grande presenza, grande mostra.
Excellent use of fotographes! Well done.
Ho sentito gli stessi odori e gli stessi suoni. Queste foto parlano di una vita, queste liriche spiegano e fanno commuovere. Com-mozione che fa venir voglia di tornare, lì dove l'inizio si confonde con la fine in un ciclo perpetuo. Grazie di cuore.
E' vero siamo granelli di una stessa spiaggia "uguali".
Le luci, le ombre, le immagini, i pensieri; colori che emergono dal buio; dolori che emergono dalla vita... l'esistenza.
E' una emozione di volti e giochi di luce. Complimenti.
Grazie per aver portato all'attenzione di questa città una parte del mondo che sembra lontana, ma che poi tanto lontana non è.
Un insieme d'incanto per fare capire... il sentimento, che a volte non vogliamo sentire. Bravi.
Le righe sotto le foto toccano il cuore.
Esposizione avvincente e suggestiva.
Grazie per le magiche suggestioni. "Accettare il giogo"... trasformare le catene in ali per volare...
Molto più che un reportage: un racconto lirico e coinvolgente, in cui il colore, a volte, è superfluo.
Le parole, le mie, possono sporcare le emozioni che sono nette dentro. Il silenzio è il miglior tempo per l'affetto e il rispetto verso loro e voi!!
Un dialogo libero e rispettosissimo tra parole ed immagini, un mare di emozioni per chi guarda. Una lezione di profondità e umana comprensione.
Una lezione di coraggio, di forza, di amore per la vita, nonostante tutto. La certezza di una ricompensa, di un premio meritato.
Mi colpisce la speranza oltre ogni speranza.
Un viaggio dentro gli occhi di queste donne è un viaggio dentro la nostra anima. Grazie per averci fatto conoscere questo mondo e questa realtà di vita a noi sconosciuta.
Grazie per la naturalezza e semplicità con cui ci avete iniziato alla spiritualità che queste donne emanano con i loro sguardi. Continuate così. Complimenti.
Un reportage ottimo, ritratti clamorosamente ben costruiti, controllo della luce ottimo!!
Grande presenza, grande mostra.
Excellent use of fotographes! Well done.
Ho sentito gli stessi odori e gli stessi suoni. Queste foto parlano di una vita, queste liriche spiegano e fanno commuovere. Com-mozione che fa venir voglia di tornare, lì dove l'inizio si confonde con la fine in un ciclo perpetuo. Grazie di cuore.
E' vero siamo granelli di una stessa spiaggia "uguali".
Le luci, le ombre, le immagini, i pensieri; colori che emergono dal buio; dolori che emergono dalla vita... l'esistenza.
E' una emozione di volti e giochi di luce. Complimenti.
Grazie per aver portato all'attenzione di questa città una parte del mondo che sembra lontana, ma che poi tanto lontana non è.
Un insieme d'incanto per fare capire... il sentimento, che a volte non vogliamo sentire. Bravi.
Le righe sotto le foto toccano il cuore.
Esposizione avvincente e suggestiva.
Grazie per le magiche suggestioni. "Accettare il giogo"... trasformare le catene in ali per volare...
Molto più che un reportage: un racconto lirico e coinvolgente, in cui il colore, a volte, è superfluo.
Le parole, le mie, possono sporcare le emozioni che sono nette dentro. Il silenzio è il miglior tempo per l'affetto e il rispetto verso loro e voi!!
Un dialogo libero e rispettosissimo tra parole ed immagini, un mare di emozioni per chi guarda. Una lezione di profondità e umana comprensione.
Una lezione di coraggio, di forza, di amore per la vita, nonostante tutto. La certezza di una ricompensa, di un premio meritato.
Mi colpisce la speranza oltre ogni speranza.
(Assisi, 5-13 aprile 2008)
mercoledì 16 aprile 2008
SPOLETO: 19-27 aprile 2008
Dopo Perugia e Assisi, nuovo appuntamento a SPOLETO da SABATO 19 a DOMENICA 27 APRILE in Via Elladio, presso la Chiostro di San Nicolò tutti i giorni dalle 10 alle 19.
Inaugurazione ufficiale con le autorità sabato 5 alle ore 17.30; a seguire performance del gruppo di musica indiana Ragini e rinfresco offerto dal commercio equo e solidale (Monimbò di Perugia).
Inaugurazione ufficiale con le autorità sabato 5 alle ore 17.30; a seguire performance del gruppo di musica indiana Ragini e rinfresco offerto dal commercio equo e solidale (Monimbò di Perugia).
lunedì 7 aprile 2008
Inaugurazione di Ma-Dham a Vrindavan
Da una mail di Mohini Giri (Presidente di Guild of Service) al nostro referente in India Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia).
Dear Vasu Dev Das
(...) The mothers shifted into Ma Dham on march 23rd. It was really touching to see them awe at their new home and feel the furniture etc. They were all very overwhelmed. It moved us completely. So far, 30 women and 3 children have shifted. The numbers will increase soon with Krishna's blessings.
(...) May the blessings of Shri Krishna shine on you.
Sincerely
V. Mohini Giri
Cara Vasu Dev Das
Le madri sono entrate in Ma-Dham il 23 Marzo. E' stato davvero toccante vederle entrare nella loro nuova casa e sfiorare il mobilio ecc. Erano tutte così emozionate. Ci hanno commosso completamente. Fino ad ora 30 donne e 3 bambini sono entrati nella casa. Il numero s'incrementerà con le benedizioni di Krishna.
Possano le benedizioni di nostro Signore Krishna splendere su di te.
Cordialmente
V. Mohini Giri
Dear Vasu Dev Das
(...) The mothers shifted into Ma Dham on march 23rd. It was really touching to see them awe at their new home and feel the furniture etc. They were all very overwhelmed. It moved us completely. So far, 30 women and 3 children have shifted. The numbers will increase soon with Krishna's blessings.
(...) May the blessings of Shri Krishna shine on you.
Sincerely
V. Mohini Giri
Cara Vasu Dev Das
Le madri sono entrate in Ma-Dham il 23 Marzo. E' stato davvero toccante vederle entrare nella loro nuova casa e sfiorare il mobilio ecc. Erano tutte così emozionate. Ci hanno commosso completamente. Fino ad ora 30 donne e 3 bambini sono entrati nella casa. Il numero s'incrementerà con le benedizioni di Krishna.
Possano le benedizioni di nostro Signore Krishna splendere su di te.
Cordialmente
V. Mohini Giri
domenica 6 aprile 2008
Da Il Rubino del 31/03/08
DI TAMARA FARNETANI
E DANIELE PASSERINI
Assisi 5-13 aprile
Sala Pinacoteca Piazza del Comune
Dopo il successo ottenuto a Perugia sarà esposta ad Assisi, dal 5 al 13 aprile alla Sala Pinacoteca in P.zza del Comune, la mostra itinerante Donne di Vrindavan promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo: 40 pannelli di fotografie, liriche, approfondimenti per raccontare le dure condizioni di vita delle vedove in India. L'esposizione, di forte impatto emotivo, ha il suo cuore nel riuscito connubio tra le foto di Tamara Farnetani e le poesie di Daniele Passerini ed è completata dai racconti delle donne fotografate e dagli approfondimenti di Ester Gallo e Rita Cacciaglia. L'ingresso è libero (orario 10-19). Acquistando il catalogo, chi vuole può dare un'offerta all'associazione umanitaria Guild of Service per una struttura a Vrindavan che accoglie donne.E DANIELE PASSERINI
Assisi 5-13 aprile
Sala Pinacoteca Piazza del Comune
il reportage della Farnetani, specializzata in ritrattistica presso il Kingsway College e il City of Westminster College di Londra, si distingue per qualità degli scatti, potenza evocativa e completezza del progetto. "Le donne che ho conosciuto a Vrindavan - ci dice - sono donne particolari. Per lo più vedove che, dopo la morte dello sposo, cacciate dalle famiglie, si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie e raggiungere la liberazione dalla "ruota delle rinascite". Insieme alle vedove ci sono mogli abbandonate coi loro bambini o che non sono riuscite a sposarsi per mancanza di dote. Molti guarderanno le foto con l'idea di una profonda violazione dei diritti umani, e sicuramente a queste donne la tradizione hindu nega un a v i t a normale solo perché non hanno più marito. Invito però anche a spostare l'attenzione sulla loro personalità, la grande fede in Dio, la fierezza d'essere Hindu, l'accettare con dignità la propria sorte in cambio d'una ricompensa eterna. Mi ha commosso profondamente vivere con loro, condividere quel poco che possedevano, la costante serenità, il non temere la morte, anzi celebrarla come elevazione dello spirito."
Le nuove liriche di Daniele Passerini, funzionario del Comune di Assisi, sono una piacevole conferma per chi ha già apprezzato Ventidue passi d'amore (2005) e Sospensioni di gravità (2006), pubblicati da A&B Editrice, e una sorpresa per chi non conosce questo 42enne poeta perugino."Sono entrato in questa iniziativa artistica, culturale e umanitaria - spiega Passerini - per realizzare dei testi, poi mi sono interessato a curarne anche l'organizzazione. E' stata una sfida appassionante comporre delle didascalie poetiche che si legassero ai volti delle donne fotografate senza suonare estranee o irrispettose, per invitare a superare distanze culturali e sociali, tra India e Europa e nella stessa India, a riscoprire un'universalità di fratellanza e significati in cui occidente e oriente, nord e sud, possano rispecchiarsi e riconoscersi figli di un unico mondo." Nel suo approfondimento Rita Cacciaglia ricorda che la vita delle vedove a Vrindavan è "dura, più di quanto in occidente si possa immaginare. Incuria, malnutrizione, sporcizia, malattie regnano nei locali che le ospitano.
Le più disgraziate vivono per strada, alla carità dei passanti e dei pellegrini, rannicchiate sui marciapiedi, davanti ai circa 4000 templi di questa cittadina santa. hanno figli piccoli da crescere, altre accudiscono quelle più malate. Le donne ritratte da Tamara Farnetani ci guardano con occhi talvolta inespressivi o come persi in ricordi di tempi migliori, o saggi e luminosi, o pieni di dolore, o fieri ed orgogliosi. Sguardi in cui possiamo cogliere le immense contraddizioni dell'India, la sofferenza d'oggi e la speranza di domani."
La Cacciaglia vive da 20 anni in India; profonda conoscitrice della sua società e delle sue culture, è stata spesso consulente e guida per documentaristi, ricercatori, giornalisti, tra cui l'amico Tiziano Terzani. Un'altra collaboratrice della mostra, Ester Gallo, antropologa, docente di Politica e Società presso l'Università del Sussex (UK), che dell'India ha esplorato i temi legati a donne, genere, parentela e famiglia, sottolinea che "le donne indiane sono oggi, come in passato, protagoniste della tradizione e del cambiamento. La comprensione del ruolo complesso che esse rivestono nell'India contemporanea ci richiede di mettere in discussione i nostri valori e il nostro punto di vista; abbandonare l'idea di un'India 'tipica', esotica e affascinante per guardare agli effetti prodotti da colonialismo e globalizzazione.
Le vedove di Vrindavan sono simbolo di un Paese in profonda trasformazione; le loro storie testimoniano diversità di esperienze, famiglie in mutamento, situazioni di precarietà, ma pure scelte consapevoli e un ruolo attivo nella società."
In occasione dell'inaugurazione della mostra, sabato 5 aprile alle ore 17.30, si esibirà il gruppo di musica indiana Ragini e verrà offerto un rinfresco da Solidalequo Assisi. Dopo la tappa ad Assisi la mostra si sposterà a Spoleto dal 19 al 27 aprile.
Nota: queste le note geografiche della città indiana di Vridavan. Si trova tra Nuova Delhi e Agra (sede del Taj Mahal), a circa 130 km. dalla prima e 50 km dalla seconda, è ubicata nella regione Uttar Pradesh, nel distretto Mathura, conta circa 57.000 abitanti.
Secondo la tradizione hindu tra Vrindavam e Mathura, separate da circa 15 km, nacque e crebbe Krishna. Per questo motivo la zona è ricca di templi meta di pellegrinaggio da tutta l'India.
venerdì 4 aprile 2008
La storia di Rama e Prianka
Oltre i 35 pannelli con foto e poesie, Donne di Vrindavan offre al visitatori altri pannelli con approfondimenti, tra cui quelli con le testimonianze raccolte da 15 delle donne fotografate. Le interviste sono state realizzate da Tamara Farnetani; Kishan Bal, 22 anni, studente all'ultimo anno di lingue francese e inglese all'Università di Agra, ha curato la traduzione delle testimonianze delle vedove; Daniele Passerini ha ottimizzato in italiano le trascrizioni.
Con un sorriso stendiamo un filo
da un cuore all'altro
ad asciugare lacrime brune
dentro la luce.
da un cuore all'altro
ad asciugare lacrime brune
dentro la luce.
UN CLICK SULLA FOTO PER INGRANDIRLAC'era una bellissima bimba sulla scalinata del Tempio di Govinda; sedeva composta, pulita e ben vestita. Mi sono avvicinata con l’interprete e le ho chiesto cosa stesse facendo lì tutta sola...
PRIANKA, 10 anni, parla Bengali e Hindi
La mia mamma va a salmodiare all'ashram da pochi mesi, io ogni mattina e pomeriggio l’aspetto qui fuori. Siamo venute a Vrindavan due anni fa con mio padre che aveva affittato un riskhò (*); perché qui è comunque più facile vivere che nel Bengala Occidentale.
No, papà non è morto, non so più niente di lui ma credo che faccia sempre l’imbianchino a Calcutta. Purtroppo lui è un alcolista e gli piace anche giocare d’azzardo. Spesso la mamma lo supplicava di smetterla e di cambiare vita, ma lui niente e alla fine ha preso la sua roba ed è tornato a Calcutta.
Se puoi fare delle foto a me e mia madre?
Dipende da cosa dice lei. Vieni a trovarci all'ora di pranzo, noi abitiamo a pochi minuti da qui; ti spiego come arrivare...
RAMA, 35 anni, parla solo Bengali.
La madre di Prianka, è una donna giovane e dai lineamenti delicati, con un bel sorriso e capelli lunghissimi. Durante l'intervista madre e figlia scherzano tra loro e sembrano molto unite. A conferma del racconto della bambina, Rama ha il sindoor, la riga rossa all’attaccatura dei capelli che di solito si dipingono solo le donne sposate, ed indossa un sari colorato (non quello bianco delle vedove). Le donne rifugiate a Vrindavan tendono ad organizzarsi in piccole comunità. Rama e Prianka abitano in una scuola frequentata dai figli degli immigrati bengalesi, che offre alle vedove originarie del Bengala alcune camere in affitto. Madre e figlia nella loro stanza cucinano, mangiano e dormono.
Mio marito se n’è andato quattro mesi fa. Ha detto che non vuole rivedere più né me, né la figlia. Mi sono trovata di colpo senza nessun sostegno economico. Non ero disposta a prostituirmi. Ho chiesto di potere salmodiare all’ashram in cambio di cibo e qualche soldo per pagare l’affitto. Qui a Vrindavan questo è l’unico modo per una donna sola di sopravvivere in modo onesto. A Calcutta ho due fratelli maggiori e mia madre anziana, ma non vogliono riprendermi con loro né aiutarmi. Non prendo nessun sussidio dallo Stato. Mi sono sposata a quattordici anni, mio marito ne aveva venti. Il matrimonio è stato un trauma dal primo giorno: non sono mai stata felice con mio marito. Non mi piace vivere a Vrindavan, non mi piace andare a salmodiare. Non so leggere e scrivere, e per Prianka sarà lo stesso, visto che non mi posso permettere di pagarle la scuola. In questa situazione sarà pure difficile trovarle un marito.
(*) La bambina allude al cicle-rikshò, una bicicletta a tre ruote adibita a trasporto passeggeri. A Calcutta circolano ancora rikshò trainati a mano, mentre nel resto dell'India sono proibiti perché considerati disumani.
sabato 29 marzo 2008
ASSISI: 5-13 aprile 2008
La rosa non fiorisce nella notte
pure toccata da un tocco di luce,
ma l'anima dovunque può sbocciare
giacché nel cuore porta il proprio sole.
pure toccata da un tocco di luce,
ma l'anima dovunque può sbocciare
giacché nel cuore porta il proprio sole.
UN CLICK SULLA FOTO PER INGRANDIRLADopo il successo raccolto a Perugia, appuntamento ad ASSISI da SABATO 5 a DOMENICA 13 APRILE in Piazza del Comune, presso la Sala Pinacoteca, tutti i giorni dalle 10 alle 19.
Inaugurazione ufficiale con le autorità sabato 5 alle ore 17.30; a seguire performance del gruppo di musica indiana Ragini e rinfresco offerto dal commercio equo e solidale (Solidalequo Assisi). La mostra sarà comunque aperta già dalla mattina.
Dal 19 al 27 aprile la mostra verrà allestita a Spoleto, presso il Chiostro di San Nicolò.
mercoledì 19 marzo 2008
Da La Nazione-Umbria del 15/03/08
FOTOGRAFIA SCATTI E SPETTACOLOALL'EX CHIESA DELLA MISERICORDIA
"Vrindavan", immagini
dalla città delle donne sole
PERUGIA - LE DONNE DI VRINDAVAN, città dell'India, come rivelano le foto della mostra in corso all' ex Chiesa della Misericordia (si chiuderà domani) di Tamara Fametani con liriche di Daniele Passerini, sono donne particolari. Nella maggior parte dei casi si tratta di vedove dice la Farnetani - che dopo la morte del loro sposo, dedicano la vita a Krishna, il dio hindu. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi di ogni forma di materialismo, volontariamente o più spesso forzate dalle loro famiglie. Insieme alle vedove si trovano anche mogli abbandonate, spesso con i loro bambini, o donne che non sono riuscite a sposarsi, di solito per mancanza di dote. Sono senz' altro donne cui viene negato il diritto a una vita normale solo perché non hanno più un marito ma dietro a questi volti - rivela la fotografa - c'è molto di più... Dedico queste foto a tutte le donne oppresse ...». La mostra, straordinaria, ha uno scopo benefico: raccogliere fondi (libera l'offerta per i cataloghi) da destinare all'India, quella più povera. Oggi peraltro, alle ore 17.30 il Comitato Internazionale 8 Marzo propone nella sede della mostra lo spettacolo teatrale «Bambole», di e con Candelaria Romero.
Da La Voce dell'Umbria del 15/03/08
LA MOSTRA Il dramma delle vedove indiane visto da grandi fotografi
Quelle vite dedicate a Krishna
PERUGIA - Sta registrando un grande successo di pubblico "Donne de Vrindavan", la mostra fotografica visitabile fino a domani presso la ex chiesa Santa Maria della Misericordia in Via Oberdan. L'esposizione racconta la difficile condizione delle vedove dell'India attraverso 40 pannelli di straordinarie fotografie di Tamara Farnetani, testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, liriche di Daniele Passerini, e approfondimenti di Ester Gallo e Rita Cacciaglia. Vrindavan, nell'Uttar Pradesh, meta di pellegrinaggio dei devoti a Krishna, è nota come la "città delle vedove" (circa 20mila su un totale di 55mila abitanti) che vi giungono in cerca di un rifugio.
Tamara Farnetani, specializzata in ritrattistica e moda presso il Kingsway College e il City of Westminster College di Londra, dice: "Le donne che ho conosciuto a Vrindavan sono donne particolari. Nella maggior parte dei casi si tratta di vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano là loro vita a Krishna. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente o più spesso forzate dalle loro famiglie, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie e raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Insieme alle vedove troviamo anche mogli abbandonate, spesso con i loro bambini o donne che non sono riuscite a sposarsi, di solito per mancanza della dote. Molti guarderanno le foto con l'ide,a di una profonda violazione dei diritti umani, e sicuramente a queste donne viene negato il diritto a una vita normale solo perché non hanno più un marito. Mi ha commosso profondamente vivere con loro, condividere quel poco che possedevano, la loro costante serenità, il non temere la morte, anzi celebrarla come elevazione dello spirito".
La mostra è promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo, che in passato ha già portato a Perugia altre, mostre importanti come Ndebele. Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), vive in India da 20 anni ed è profonda conoscitrice della società e delle culture indiane.
Così conclude il suo contributo scritto per la mostra: "Le donne ritratte da Tamara Farnetani ci guardano con occhi talvolta inespressivi o come persi in ricordi di tempi migliori e lontani, o saggi e luminosi, o pieni di dolore, o fieri ed orgogliosi. Sguardi in cui possiamo cogliere le immense contraddizioni dell'India, la sofferenza d'oggi e la speranza di domani" . Ester Gallo, antropologa, insegna Politica e Società presso l'Università del Sussex, dell'India ha approfondito i temi legati a donne, genere, parentela e famiglia con particolare riferimento al Kerala dove ha condotto indagini etnografiche. "Le donne indiane - commenta Ester - sono oggi, come in passato, protagoniste della tradizione e del cambiamento. La comprensione del ruolo complesso che esse rivestono nell'India contemporanea ci richiede di mettere in discussione i nostri valori e il nostro punto di vista".
Dopo la prima tappa a Perugia - Donne di Vrindavan verrà allestita in altre due città d'arte: dal 5 al 13 aprile ad Assisi presso la Sala Pinacoteca e dal 19 al 27 aprile a Spoleto presso il Chiostro di San Nicolò.
Quelle vite dedicate a Krishna
PERUGIA - Sta registrando un grande successo di pubblico "Donne de Vrindavan", la mostra fotografica visitabile fino a domani presso la ex chiesa Santa Maria della Misericordia in Via Oberdan. L'esposizione racconta la difficile condizione delle vedove dell'India attraverso 40 pannelli di straordinarie fotografie di Tamara Farnetani, testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, liriche di Daniele Passerini, e approfondimenti di Ester Gallo e Rita Cacciaglia. Vrindavan, nell'Uttar Pradesh, meta di pellegrinaggio dei devoti a Krishna, è nota come la "città delle vedove" (circa 20mila su un totale di 55mila abitanti) che vi giungono in cerca di un rifugio.Tamara Farnetani, specializzata in ritrattistica e moda presso il Kingsway College e il City of Westminster College di Londra, dice: "Le donne che ho conosciuto a Vrindavan sono donne particolari. Nella maggior parte dei casi si tratta di vedove che, dopo la morte del loro sposo, dedicano là loro vita a Krishna. Si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente o più spesso forzate dalle loro famiglie, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie e raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Insieme alle vedove troviamo anche mogli abbandonate, spesso con i loro bambini o donne che non sono riuscite a sposarsi, di solito per mancanza della dote. Molti guarderanno le foto con l'ide,a di una profonda violazione dei diritti umani, e sicuramente a queste donne viene negato il diritto a una vita normale solo perché non hanno più un marito. Mi ha commosso profondamente vivere con loro, condividere quel poco che possedevano, la loro costante serenità, il non temere la morte, anzi celebrarla come elevazione dello spirito".
La mostra è promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo, che in passato ha già portato a Perugia altre, mostre importanti come Ndebele. Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), vive in India da 20 anni ed è profonda conoscitrice della società e delle culture indiane.
Così conclude il suo contributo scritto per la mostra: "Le donne ritratte da Tamara Farnetani ci guardano con occhi talvolta inespressivi o come persi in ricordi di tempi migliori e lontani, o saggi e luminosi, o pieni di dolore, o fieri ed orgogliosi. Sguardi in cui possiamo cogliere le immense contraddizioni dell'India, la sofferenza d'oggi e la speranza di domani" . Ester Gallo, antropologa, insegna Politica e Società presso l'Università del Sussex, dell'India ha approfondito i temi legati a donne, genere, parentela e famiglia con particolare riferimento al Kerala dove ha condotto indagini etnografiche. "Le donne indiane - commenta Ester - sono oggi, come in passato, protagoniste della tradizione e del cambiamento. La comprensione del ruolo complesso che esse rivestono nell'India contemporanea ci richiede di mettere in discussione i nostri valori e il nostro punto di vista".
Dopo la prima tappa a Perugia - Donne di Vrindavan verrà allestita in altre due città d'arte: dal 5 al 13 aprile ad Assisi presso la Sala Pinacoteca e dal 19 al 27 aprile a Spoleto presso il Chiostro di San Nicolò.
Dal Giornale dell'Umbria del 14/03/08 (p. 32)
IN MOSTRA A PERUGIAImmagini e poesia
PERUGIA - Una mostra fotografica di straordinaria suggestione. L'iniziativa dal titolo "Donne di Vrindavan", inaugurata sabato, alla presenza degli assessori Tiziana Capaldini e Andrea Cernicchi, allestita nella Sala espositiva della chiesa Santa Maria della Misericordia di via Oberdan a Perugia, sta riscuotendo un grande successo di pubblico.
Particolarmente apprezzato il concerto di musica indiana del gruppo Ragini che è stato applauditissimo, ma a riprova dell'interesse che la mostra suscita sta la vendita di numerosi cataloghi della mostra e i tantissimi commenti positivi dei visitatori. Va ricordato che il ricavato della vendita in offerta dei cataloghi per metà è destinato a coprire le spese della mostra e per l'altra metà va in beneficenza. Il denaro andrà infatti a sostenere l'attività a Vrindavan dell'associazione umanitaria indiana Guild of Service che gestisce strutture di accoglienza per donne.
Le foto in mostra sono di grande suggestione anche per la particolarità di essere abbinate a parole capaci di evocare sentimenti ed emozioni. La mostra racconta la vita delle donne di Vrindavan (Uttar Pradesh, India) attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, le liriche di Daniele Passerini, le testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, i loro canti registrati dal vivo, gli approfondimenti di Ester Gallo, antropologa dell'università, del Sussex (UK), e Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), collaboratrice e amica di Tiziano Terzani. La città di Vrindavan si trova a circa 130 km da Nuova Delhi e a 50 km da Agra, la città del Taj Mahal. Secondo la tradizione hindu tra Vrindavan e Mathura, separate da circa 15 km, nacque e crebbe Krishna. Per questo motivo la zona è ricca di templi e meta di pellegrinaggio da tutta l'India. Vrindavan è anche nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo essere rimaste senza marito. L'iniziativa è promossa dal Comitato Internazionale 8 marzo e resterà aperta fino a domenica. La mostra sarà replicata ad Assisi dal 5 al 13 aprile presso la Sala Pinacoteca, piazza del Comune e a Spoleto dal 19 al 27 aprile, presso il Chiostro di S. Nicolò, in via Elladio.
Particolarmente apprezzato il concerto di musica indiana del gruppo Ragini che è stato applauditissimo, ma a riprova dell'interesse che la mostra suscita sta la vendita di numerosi cataloghi della mostra e i tantissimi commenti positivi dei visitatori. Va ricordato che il ricavato della vendita in offerta dei cataloghi per metà è destinato a coprire le spese della mostra e per l'altra metà va in beneficenza. Il denaro andrà infatti a sostenere l'attività a Vrindavan dell'associazione umanitaria indiana Guild of Service che gestisce strutture di accoglienza per donne.
Le foto in mostra sono di grande suggestione anche per la particolarità di essere abbinate a parole capaci di evocare sentimenti ed emozioni. La mostra racconta la vita delle donne di Vrindavan (Uttar Pradesh, India) attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, le liriche di Daniele Passerini, le testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, i loro canti registrati dal vivo, gli approfondimenti di Ester Gallo, antropologa dell'università, del Sussex (UK), e Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), collaboratrice e amica di Tiziano Terzani. La città di Vrindavan si trova a circa 130 km da Nuova Delhi e a 50 km da Agra, la città del Taj Mahal. Secondo la tradizione hindu tra Vrindavan e Mathura, separate da circa 15 km, nacque e crebbe Krishna. Per questo motivo la zona è ricca di templi e meta di pellegrinaggio da tutta l'India. Vrindavan è anche nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo essere rimaste senza marito. L'iniziativa è promossa dal Comitato Internazionale 8 marzo e resterà aperta fino a domenica. La mostra sarà replicata ad Assisi dal 5 al 13 aprile presso la Sala Pinacoteca, piazza del Comune e a Spoleto dal 19 al 27 aprile, presso il Chiostro di S. Nicolò, in via Elladio.
Dal Giornale dell'Umbria del 14/03/08 (p. 28)
"Donne di Vrindavan":a Perugia, Assisi, Spoleto
una mostra fotografica
sulle vedove dell'India
La condizione delle vedove dell'India, donne private di tutti i beni materiali, persino della stessa dignità, speso costrette al suicidio o vittime di misteriosi incidenti domestici. Molte di loro si rifugiano nd Vrindavan nella regione indiana dell'Utrar Pradesh dedicando la vita al Dio hindu Krishna.
E' questo il tema dei quaranta pannelli con le fotografie di Tamara Fanetani. Le immagini sono accompagnate da testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, per raccontare le condizioni di vita delè vedove che si concentrano a Vrindavan nella regione dell'Uttar Pradesh più che in ogni altro luogo dell'India. Le foto sono accompagnare dagli approfondimenti di Rita Cacciaglia alias Vasu Dev Das (consulente dall'India) ed Ester Gallo (antropologa, Università del Sussex) e dalle liriche di Daniele Passerini, scritte appositamente per l'esposizione, organizzata dal "Comitato internazionale 8 marzo. Una mostra itinerante che parte da Perugia alla sala espositiva della chiesa Santa Maria della Misericordia di via Oberdan fino a domenica e sarà replicata ad Assisi dal 5 al 13 aprile presso la sala Pinacoteca, piazza del Comune e a Spoleto dal 19 al 27 aprile, presso il chiostro di S. Nicolò, in via Elladio.
All'evento è associata una raccolta fondi in favore di Guild of Service, New DeIhi, India.
martedì 18 marzo 2008
Alcuni commenti lasciati dai visitatori a Perugia
Grazie per gli spunti di riflessione che ci avete donato.
Che sguardi hanno queste donne... pieni fino all'orlo.
C'è molto da imparare da queste donne.
Gli occhi di queste donne raccontano storie: grazie per avercele fatte ascoltare.
A Daniele che sa con poco toccare il cuore.
L'identità delle donne è unica in questo mondo. Grazie.
Con profondo rispetto e gratitudine. Bellissimo.
Complimenti vivissimi per la bella mostra.
La mostra è fantastica, le foto strepitose. Tamara continua così, sei nata per questo.
Complimenti per le foto e per le parole che le accompagnano. Fanno veramente riflettere...
Complimenti per le foto, per le sensazioni espresse e trasmesse.
Complimenti sono splendide!
Grande sensibilità e umanità.
Molto emozionante.
Complimenti per le bellissime foto e per la carica emotiva che esprimono.
Ogni momento di una donna merita di essere raccontato.
Storie che toccano profondamente l'anima.
Grazie per averci fatto conoscere questo angolo del mondo.
Bellissime e interessanti. Complimenti.
Delle foto stupende, luce ad arte e frasi ad effetto. E' stato un vero piacere vederle, toccano il cuore.
Molto forte, soprattutto accettare che la vita passa molte volte da queste storie.
Attraverso queste fotografie ho ricevuto molto, grazie per questo.
Bravi per l'emozione che c'è.
Ho trovato belle sensazioni di luce.
Lo sguardo di queste donne è molto comunicativo e intenso. Ho letto nei loro occhi dolore, speranza, dedizione. Tutto ciò è emozionante.
In ognuna di loro ho trovato un po' di me stessa.
Una mostra emozionante.
Una luce vera...
Ho cercato e ritrovato in questi volti l'essenza della vita... luce divina e speranza: mostra eccezionale!!
Bravò!! Davvero una mostra fotografica. Vai avanti... La strada sarà aperta...
Complimenti si guarda e si legge con emozione.
Grazie!!! La città aveva bisogno di qualcosa del genere...
Veramente commovente...
Un lavoro bellissimo, complimenti!
La mostra è molto bella così come il connubio tra foto e poesia, due linguaggi molto vicini che vengono accostati non così spesso. La città in cui sono stati fatti gli scatti appare affascinante e crudele allo stesso tempo. Tutto ciò che riguarda la condizione della donna nei diversi luoghi del mondo meriterebbe spazio ed attenzione sempre maggiore... grazie per la bella iniziativa.
Veramente bella. Si riesce a cogliere l'essenza di quelle vite e di quei dolori. Complimenti.
Tematica estremamente interessante e per me sconosciuta. Colpiscono molto bene e commuovono le immagini visive e quelle evocate dalle parole. Complimenti!
Non ho parole per le immagini e le frasi poetiche! Davvero un'opera d'arte toccante, commovente. Grazie.
Complimenti per le foto... veramente belle!!!
Bellissime le foto e le poesie.
Pur essendo distanti le immagini mi apparvero vicine. Complimenti.
Queste foto non fanno altro che acuire la mia enorme passione per l'oriente!! Grazie davvero!
Semplicemente... grazie!
Disarmante come lo sguardo di un bambino...
Commovente. Grazie.
Foto psicologiche ed eloquentissime! Grazie.
Foto e parole ben fuse per comunicare l'umanità sconosciuta di questi angeli.
Foto bellissime, in uno scatto c'è una vita diversa che non potevo immaginare. Viaggiare con le immagini è bellissimo, ritrovarsi in nuovi luoghi con un battito di ciglia. Grazie per il meraviglioso viaggio.
E' un colpo al cuore!
Fotografie impressionanti, parole emozionanti: un pugno nello stomaco di chi dell'India vede solo il “glamour”.
Lampi di luce e di colori, armonia di parole. Complimenti.
Molto interessante, affascinante. Le foto mi hanno portato un vero desiderio di sapere più della cultura e della spiritualità delle donne di Vrindavan. Che bel lavoro Tamara e Daniele. Vi ringrazio molto.
La luce in India prende forme strane. Rivela dolore e dignità, sofferenza e amore, vestiti da donna.
La spiritualità dimenticata dall'occidente.
...la tristezza queste donne la superano con una profonda forza spirituale e umana...
E' unico il realismo di sguardi animati da una triste ma viva speranza.
Veramente complimenti per questa mostra... di fronte a questi ritratti si sta solo in silenzio... è solo il cuore che parla.
Molto bello ed interessante!
Bellissimo e impressionante!
Bello e colpisce l'anima!
Tamara e Daniele: un grosso grazie. Grato per l'apertura di una finestra ariosa su uno spazio infinito.
Congratulazioni per questo splendido lavoro!!!
Grazie, è veramente toccante e profondo.
Che sguardi hanno queste donne... pieni fino all'orlo.
C'è molto da imparare da queste donne.
Gli occhi di queste donne raccontano storie: grazie per avercele fatte ascoltare.
A Daniele che sa con poco toccare il cuore.
L'identità delle donne è unica in questo mondo. Grazie.
Con profondo rispetto e gratitudine. Bellissimo.
Complimenti vivissimi per la bella mostra.
La mostra è fantastica, le foto strepitose. Tamara continua così, sei nata per questo.
Complimenti per le foto e per le parole che le accompagnano. Fanno veramente riflettere...
Complimenti per le foto, per le sensazioni espresse e trasmesse.
Complimenti sono splendide!
Grande sensibilità e umanità.
Molto emozionante.
Complimenti per le bellissime foto e per la carica emotiva che esprimono.
Ogni momento di una donna merita di essere raccontato.
Storie che toccano profondamente l'anima.
Grazie per averci fatto conoscere questo angolo del mondo.
Bellissime e interessanti. Complimenti.
Delle foto stupende, luce ad arte e frasi ad effetto. E' stato un vero piacere vederle, toccano il cuore.
Molto forte, soprattutto accettare che la vita passa molte volte da queste storie.
Attraverso queste fotografie ho ricevuto molto, grazie per questo.
Bravi per l'emozione che c'è.
Ho trovato belle sensazioni di luce.
Lo sguardo di queste donne è molto comunicativo e intenso. Ho letto nei loro occhi dolore, speranza, dedizione. Tutto ciò è emozionante.
In ognuna di loro ho trovato un po' di me stessa.
Una mostra emozionante.
Una luce vera...
Ho cercato e ritrovato in questi volti l'essenza della vita... luce divina e speranza: mostra eccezionale!!
Bravò!! Davvero una mostra fotografica. Vai avanti... La strada sarà aperta...
Complimenti si guarda e si legge con emozione.
Grazie!!! La città aveva bisogno di qualcosa del genere...
Veramente commovente...
Un lavoro bellissimo, complimenti!
La mostra è molto bella così come il connubio tra foto e poesia, due linguaggi molto vicini che vengono accostati non così spesso. La città in cui sono stati fatti gli scatti appare affascinante e crudele allo stesso tempo. Tutto ciò che riguarda la condizione della donna nei diversi luoghi del mondo meriterebbe spazio ed attenzione sempre maggiore... grazie per la bella iniziativa.
Veramente bella. Si riesce a cogliere l'essenza di quelle vite e di quei dolori. Complimenti.
Tematica estremamente interessante e per me sconosciuta. Colpiscono molto bene e commuovono le immagini visive e quelle evocate dalle parole. Complimenti!
Non ho parole per le immagini e le frasi poetiche! Davvero un'opera d'arte toccante, commovente. Grazie.
Complimenti per le foto... veramente belle!!!
Bellissime le foto e le poesie.
Pur essendo distanti le immagini mi apparvero vicine. Complimenti.
Queste foto non fanno altro che acuire la mia enorme passione per l'oriente!! Grazie davvero!
Semplicemente... grazie!
Disarmante come lo sguardo di un bambino...
Commovente. Grazie.
Foto psicologiche ed eloquentissime! Grazie.
Foto e parole ben fuse per comunicare l'umanità sconosciuta di questi angeli.
Foto bellissime, in uno scatto c'è una vita diversa che non potevo immaginare. Viaggiare con le immagini è bellissimo, ritrovarsi in nuovi luoghi con un battito di ciglia. Grazie per il meraviglioso viaggio.
E' un colpo al cuore!
Fotografie impressionanti, parole emozionanti: un pugno nello stomaco di chi dell'India vede solo il “glamour”.
Lampi di luce e di colori, armonia di parole. Complimenti.
Molto interessante, affascinante. Le foto mi hanno portato un vero desiderio di sapere più della cultura e della spiritualità delle donne di Vrindavan. Che bel lavoro Tamara e Daniele. Vi ringrazio molto.
La luce in India prende forme strane. Rivela dolore e dignità, sofferenza e amore, vestiti da donna.
La spiritualità dimenticata dall'occidente.
...la tristezza queste donne la superano con una profonda forza spirituale e umana...
E' unico il realismo di sguardi animati da una triste ma viva speranza.
Veramente complimenti per questa mostra... di fronte a questi ritratti si sta solo in silenzio... è solo il cuore che parla.
Molto bello ed interessante!
Bellissimo e impressionante!
Bello e colpisce l'anima!
Tamara e Daniele: un grosso grazie. Grato per l'apertura di una finestra ariosa su uno spazio infinito.
Congratulazioni per questo splendido lavoro!!!
Grazie, è veramente toccante e profondo.
(Perugia, 8-16 marzo 2008)
lunedì 17 marzo 2008
Consuntivo dell'esposizione a Perugia
In attesa di completare la rassegna stampa (sono usciti in tutto 9 articoli su 5 testate, per lo più elaborazioni del comunicato stampa iniziale), seguono i numeri dell'esposizione a Perugia dal 8 al 16 marzo:
- 130 cataloghi venduti in offerta che corrispondono a:
- 650€ messi già da parte per Guild of Service in attesa delle esposizioni di Assisi e Spoleto;
- 650€ per portare da 3.380€ a 2.730€ il deficit tra le entrate degli sponsor e le uscite.
- Quasi 300 commenti e/o firme sul registro della mostra
- dunque una stima (in difetto) di almeno 3000 visitatori.
Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso l'avvio di questo progetto.
Il prossimo appuntamento è ad Assisi dal 5 al 13 aprile.
Il prossimo appuntamento è ad Assisi dal 5 al 13 aprile.
mercoledì 12 marzo 2008
Da il Corriere dell'Umbria del 12/03/08
Perugia In mostra all'ex Chiesa della Misericordia gli scatti di Tamara Farnetani
L'india nei volti delle donne
Accompagnano le immagini le poesie di Daniele Passerini

La mostra Una donna indiana [nella foto] di Vrindavan ritratta dalla fotografa Tamara Farnetani, in esposizioni fino al 16 marzo
PERUGIA - "Donne di Vrindavan" è la mostra fotografica allestita fino al 16 marzo nell' ex Chiesa della Misericordia in via Oberdan. I trentacinque suggestivi scatti di Tamara Farnetani ritraggono i volti senza tempo delle donne indiane di Vrindavan, nella maggior parte dei casi vedove che dopo la morte del loro sposo dedicano la vita al Dio hindu Krishna. Sono donne che si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente 'o più spesso' forzate dalle loro famiglie, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie. Insieme alle vedove troviamo anche mogli abbandonate, spesso con i loro bambini o donne che non sono riuscite a sposarsi, di solito per mancanza della dote. L'intensa luce che accarezza i volti di queste figure suggerisce allo spettatore il mistero che si cela dietro la loro personalità, la loro grande fede, l'amore per Krishna e l'accettare con serenità e dignità la propria sorte. Le immagini della mostra, promossa dal Comitato internazionale 8 marzo in collaborazione con l'antropologa Ester Gallo e la consulenza di Vasu Dev Das, sono accompagnate dalla potente forza evocativa delle poesie di Daniele Passerini. "Mi ha commosso profondamente vivere con loro afferma Tamara Farnetani - condividere quel poco che possedevano, la loro costante serenità, il non temere la morte, anzi celebrarla come elevazione dello spirito. Ma essendo una donna proveniente da una società occidentale, mi rimane molto difficile accettare tutto ciò. Non voglio giudicare un cultura così diversa dalla nostra e così antica - sarebbe come non aver capito e accettato l'India - però mi aspetto che il governo indiano faccia molto più per queste donne e i loro figli, garantisca per esempio l'istruzione scolastica gratuita".
Accompagnano le immagini le poesie di Daniele Passerini

La mostra Una donna indiana [nella foto] di Vrindavan ritratta dalla fotografa Tamara Farnetani, in esposizioni fino al 16 marzo
PERUGIA - "Donne di Vrindavan" è la mostra fotografica allestita fino al 16 marzo nell' ex Chiesa della Misericordia in via Oberdan. I trentacinque suggestivi scatti di Tamara Farnetani ritraggono i volti senza tempo delle donne indiane di Vrindavan, nella maggior parte dei casi vedove che dopo la morte del loro sposo dedicano la vita al Dio hindu Krishna. Sono donne che si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente 'o più spesso' forzate dalle loro famiglie, per dedicare la propria vita a preghiere e salmodie. Insieme alle vedove troviamo anche mogli abbandonate, spesso con i loro bambini o donne che non sono riuscite a sposarsi, di solito per mancanza della dote. L'intensa luce che accarezza i volti di queste figure suggerisce allo spettatore il mistero che si cela dietro la loro personalità, la loro grande fede, l'amore per Krishna e l'accettare con serenità e dignità la propria sorte. Le immagini della mostra, promossa dal Comitato internazionale 8 marzo in collaborazione con l'antropologa Ester Gallo e la consulenza di Vasu Dev Das, sono accompagnate dalla potente forza evocativa delle poesie di Daniele Passerini. "Mi ha commosso profondamente vivere con loro afferma Tamara Farnetani - condividere quel poco che possedevano, la loro costante serenità, il non temere la morte, anzi celebrarla come elevazione dello spirito. Ma essendo una donna proveniente da una società occidentale, mi rimane molto difficile accettare tutto ciò. Non voglio giudicare un cultura così diversa dalla nostra e così antica - sarebbe come non aver capito e accettato l'India - però mi aspetto che il governo indiano faccia molto più per queste donne e i loro figli, garantisca per esempio l'istruzione scolastica gratuita".
Da TuttoPerugia del 06/03/08
Una mostra racconta
le vedove di Vrindavan
di Agnese Priorelli
Fino al 16 marzo
un'esposizione fotografica
per l'emancipazione femminile
Quaranta pannelli con scatti di Tamara Farnetani
S'inaugura l'8 marzo la mostra fotografica "Donne di Vrindavan", 40 pannelli di straordinarie fotografie di Tamara Farnetani accompagnate da testimonianze raccolte dalle stesse donne per raccontare le condizioni di vita delle vedove che si concentrano a Vrindavan (India). La città è nota come città delle vedove. "Le donne che ho conosciuto sono particolari - spiega la fotografa - la maggior parte sono vedove che dopo la morte dello sposo si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente o più spesso forzate dalle famiglie, per dedicare la propria vita a raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Mi ha commosso vivere con loro, condividere quel poco che possedevano, la loro serenità". La mostra è promossa dal Comitato internazionale 8 Marzo: "Quando Tamara Fernetani ce l'ha proposta abbiamo subito accettato - commenta la presidente del comitato Marcella Bravetti - perché sono scatti che parlano da soli. E' importante valorizzare le culture diverse con il confronto e la conoscenza. L'India sta avendo un super sviluppo economico, ma rimangono queste arretratezze". Molte immagini sono accompagnate da liriche di Daniele Passerini e hanno collaborato Vasu Dev Das ed Ester Gallo con approfondimenti. La mostra è alla chiesa Santa Maria della Misericordia fino al 16 marzo. "Ci sarà una raccolta fondi - conclude la presidente - in favore dell'associazione indiana Guild of Service, conosciuta per l'attività in favore dell'emancipazione femminile che serviranno alla costruzione della Ma-Dham (Casa della madre) a Vrindavan".
Emancipazione. Prevista dai Comitato internazionale 8 Marzo anche una raccolta fondi in favore dell'associazione indiana Guild of Service, conosciuta per l'attività in favore delle donne.
di Agnese Priorelli
Fino al 16 marzo

un'esposizione fotografica
per l'emancipazione femminile
Quaranta pannelli con scatti di Tamara Farnetani
S'inaugura l'8 marzo la mostra fotografica "Donne di Vrindavan", 40 pannelli di straordinarie fotografie di Tamara Farnetani accompagnate da testimonianze raccolte dalle stesse donne per raccontare le condizioni di vita delle vedove che si concentrano a Vrindavan (India). La città è nota come città delle vedove. "Le donne che ho conosciuto sono particolari - spiega la fotografa - la maggior parte sono vedove che dopo la morte dello sposo si ritirano dalla vita mondana spogliandosi da ogni forma di materialismo, volontariamente o più spesso forzate dalle famiglie, per dedicare la propria vita a raggiungere la Moksh (la liberazione dalla ruota continua delle rinascite). Mi ha commosso vivere con loro, condividere quel poco che possedevano, la loro serenità". La mostra è promossa dal Comitato internazionale 8 Marzo: "Quando Tamara Fernetani ce l'ha proposta abbiamo subito accettato - commenta la presidente del comitato Marcella Bravetti - perché sono scatti che parlano da soli. E' importante valorizzare le culture diverse con il confronto e la conoscenza. L'India sta avendo un super sviluppo economico, ma rimangono queste arretratezze". Molte immagini sono accompagnate da liriche di Daniele Passerini e hanno collaborato Vasu Dev Das ed Ester Gallo con approfondimenti. La mostra è alla chiesa Santa Maria della Misericordia fino al 16 marzo. "Ci sarà una raccolta fondi - conclude la presidente - in favore dell'associazione indiana Guild of Service, conosciuta per l'attività in favore dell'emancipazione femminile che serviranno alla costruzione della Ma-Dham (Casa della madre) a Vrindavan".
Emancipazione. Prevista dai Comitato internazionale 8 Marzo anche una raccolta fondi in favore dell'associazione indiana Guild of Service, conosciuta per l'attività in favore delle donne.
martedì 11 marzo 2008
Essere vedove in India
Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), 54 anni, dal 1988 vive in India a contatto coi più differenti strati sociali, caste, comunità religiose, abitanti di città, contadini di sperduti villaggi del Rajasthan o dell'Uttar Pradesh, dove l'esistenza - nonostante l'arrivo della TV, del cellulare, della moto - scorre simile a migliaia di anni fa nei gesti, negli atti, nell'abbigliamento, nella casa. Diventata profonda conoscitrice della società e delle culture indiane, i suoi resoconti sono stati spesso utilizzati per documentari, articoli, ricerche antropologiche. Su richiesta, accompagna viaggiatori desiderosi di scoprire un'India meno nota. Uno dei più interessati e attenti ascoltatori è stato il caro amico Tiziano Terzani, che “inquisiva” con curiosità su tutto ciò che riguardava questo vasto Paese.
Questo è l'approfondimento che ha scritto per Donne di Vrindavan:
L’India è un paese di grandi contrasti e contraddizioni e vivervi per una donna non è cosa facile. In una società dove la religione gode ancora di grande autorità e le sue scritture ed i suoi insegnamenti sono seguiti oggi come migliaia di anni fa, essere una donna, una madre, può rivelarsi la più gratificante delle esperienze come l’incubo più aberrante; e proprio in nome della religione e della tradizione vengono frequentemente compiuti crimini atroci.
Si parla spesso del miracolo economico indiano, ma la maggior parte dell’India è tuttora rurale: su 1 miliardo e 130 milioni di abitanti (F=547.421.878, M=582.444.276)[1] il 72,2% vive nelle campagne, in zone sperdute dove i legami con la tradizione restano molto forti. Trattandosi di una società patriarcale, le vessazioni più pesanti colpiscono naturalmente le donne, sin da quando sono bambine e prima ancora col fenomeno dell'aborto selettivo. Il cibo migliore, le cure mediche, lo svago, il riposo, sono destinati ai maschi. Il maschio è “l’assicurazione” per il futuro: sposato rimarrà in famiglia portando anche l’aiuto della moglie che si prenderà cura dei suoceri.
La ragazza pertanto è “a perdere”, le cure sono “sprecate” per lei, è un peso: ci si deve procurare anche la dote per farla sposare, per “mandarla via”, e tante famiglie si riducono sul lastrico per le spese della dote e del matrimonio. Una volta sposata la donna va ad abitare dai suoceri e lì può trovare l’inferno: è l’ultima arrivata; se il marito ha altri fratelli ci saranno già altre cognate e a lei spetteranno i compiti più gravosi, pulire e cucinare per tutti; sarà soggetta a torture psicologiche e materiali. La cosa che più sgomenta in questi casi, è la mancanza di solidarietà femminile: predomina il senso di rivalsa sull'ultima arrivata, che dovrà scontare quello che hanno subito le altre.
Un tormento ancora più terribile è rimanere vedova. Secondo i testi sacri Hindu la donna non ha alcun valore senza un uomo accanto, che sia padre o fratello da piccola, o marito poi; e quando resta vedova è la fine anche per lei. Nelle famiglie hindu più conservatrici e superstiziose la vedova viene considerata portatrice di sfortuna, se non la “causa occulta” della morte del marito. Le viene tolta ogni proprietà e diritto. Deve vivere in povertà e isolamento, dedicando la vita che le resta alla memoria del defunto sposo. Non potrà più risposarsi. Le tagliano i capelli, le tolgono ogni simbolo di donna maritata, il mangalsutra (cordone della felicità), la collana di perline nere che corrisponde alla nostra “fede”, il bindi, piccolo tondino rosso sulla fronte, il sindur, la striscia rossa tra i capelli, i cerchietti di vetro che porta ai polsi, gli anelli alle dita dei piedi. Deve vestire solo un semplice sari bianco, il colore del lutto.
Anche se da molti anni è fuori legge, si sente ancora raccontare di casi, nelle zone rurali, in cui la vedova s'immola sulla pira funebre del defunto marito, rito chiamato sati; nei casi meno peggiori viene gettata fuori dalla casa dei suoceri, deprivata di tutto, soprattutto della dignità. Considerata ormai solo di peso, a volte viene allontanata dai suoi stessi figli. C'è chi va a elemosinare per la strada. Altre, in gruppetti, partono in pellegrinaggio, spesso a piedi, per visitare i luoghi sacri dell’India. Altre, le Sadhvi, portano all'estremo la scelta di una vita di penitenza e rinuncia e, se ne hanno la capacità, sotto consiglio del loro maestro spirituale, inizieranno a dare lezioni e insegnamenti religiosi. Altre ancora si rifugiano in luoghi sacri come la città di Varanasi, dove passano i loro ultimi anni chiedendo l’elemosina sulle rive del Gange, confidando che dopo la morte le acque sacre di questo fiume - considerato “la madre” - le accoglieranno nell’ultimo abbraccio, per donar loro la liberazione (Moksh) dal ciclo delle rinascite, così come viene stabilito nei testi sacri.
La maggior concentrazione di vedove, attualmente circa 20 mila (in India si stimano complessivamente 40 milioni di vedove), si ha nella città sacra di Vrindavan, specialmente quelle provenienti dalla regione del Bengala Occidentale - sulle orme del santo Chaitanya Mahaprabhu (1486-1533) - e dal Bangladesh. Qui dimostrano il loro amore per Krishna, il Dio nato in questa piccola cittadina, cantando incessantemente bhajan (canti sacri) negli che le accolgono. In cambio ricevono una ciotola di riso e ashramdhal (legumi), e qualche rupia. Questo certo non basta loro per mettere da parte i soldi necessari a pagare, in certi casi, l’affitto di stanzette umide e maleodoranti.
La vita di queste donne è dura, più di quanto in occidente si possa immaginare. Incuria, malnutrizione, sporcizia, malattie (dissenteria, tubercolosi, patologie di carattere sessuale) regnano nei locali che le ospitano. L'ashram più grande arriva ad ospitarne 2000, tutte insieme! Ma le più disgraziate rimangono per strada, alla carità dei passanti e dei pellegrini, rannicchiate sui marciapiedi, davanti ai circa 4000 templi di questa cittadina santa. Tante hanno anche figli piccoli da crescere, altre accudiscono quelle più malate e a volte semidementi. Alcune rimpiangono di non essere morte insieme al marito, piuttosto che dovere sopportare tanti tormenti e tante umiliazioni. Dobbiamo poi ricordare il numero incredibile di spose bambine, lasciate ben presto vedove da mariti anziani (si contano circa 55 milioni di bambine sposate prima dei 15 anni)[2]. La maggior parte, soprattutto le più giovani, diventano vittime di violenze sessuali perpetrate spesso da chi le ospita con intenzioni lucrose: raccolta di donazioni, riciclo di denaro “nero”, traffico di queste povere creature a fine di prostituzione.
Negli ultimi decenni, le donne più coraggiose si sono riunite intorno a una di loro, Mohini Giri[3] che, con il supporto dell'educazione ricevuta, ha saputo alzare la testa con dignità e ora può tendere una mano alle “sorelle” più sfortunate, a cui offre cure mediche, igiene, pulizia, un pasto sostanzioso, soprattutto delle basi educative e l’insegnamento di semplici lavori che permetteranno loro di impegnare positivamente la loro vita e ricavare dei piccoli ma utili guadagni. Non va dimenticato che in India l’analfabetismo è ancora una grave piaga: l'alfabetizzazione interessa solo il 61.0% della popolazione (F=47.8%, M=73.4)[4].
Le donne delle foto qui raccolte [ndr. allude alle 36 foto di Donne di Vrindavan] mostrano volti le cui rughe raccontano uno a uno i dolori passati. Ci guardano con occhi talvolta inespressivi o come persi in ricordi di tempi migliori e lontani, o saggi e luminosi, o pieni di dolore, o fieri ed orgogliosi. Sguardi in cui possiamo cogliere le immense contraddizioni dell'India, la sofferenza d'oggi e la speranza di domani. Sulla fronte di tutte si nota un segno, il tilak, il simbolo sacro ai Vaishnava (seguaci del Dio Vishnu e del Dio Krishna), che ogni mattina, dopo le abluzioni rituali, viene disegnato sulla fronte con una specie di gessetto. Ogni gruppo religioso ha un suo tilak fatto con materiali diversi e di forma differente a seconda della divinità adorata[5]. È simbolo di buon auspicio: queste donne lo portano in segno della loro fede e con la speranza di raggiungere al più presto il loro amato Dio.
A Vrindavan ci sono anche vedove cacciate da famiglie ricche ed “istruite”, con figli benestanti e decine di nipoti; ma in linea di massima le donne di casta più alta si rifugiano a Varanasi. Va infatti precisato che nemmeno le aree urbane, le caste elevate e le comunità più abbienti, sono esenti da questa vergogna, seppur in proporzione minore. Spesso la vedova viene tenuta a casa per mera convenienza sociale, una presenza “non vista”, non considerata, un peso da sopportare. Mi viene in mente un episodio raccontato da un giornalista italiano in visita a Mumbai. Seduto al caffè di un hotel a cinque stelle osserva una famiglia entrare. Il loro abbigliamento è emblematico del cambiamento a cui va incontro la società indiana: magliette e scarpe firmate per il padre e i due figli, maschio e femmina; un costoso sari di seta per la madre. Una ragazzina, la badante, accompagna la nonna vedova, avvolta in un sari bianco, come una nuvola candida e vaporosa.
A un certo punto la ragazza s'allontana. Dopo aver consumato, la famiglia decide di andare via e si alza. Anche la donna anziana tenta d'alzarsi, ma le cade il bastone e, impotente, resta seduta e sola senza che figlio, nuora e nipoti se ne preoccupino. Ritorna infine la ragazza e, aiutandola ad alzarsi, l'accompagna fuori.
È auspicabile che in una nazione ricca di tante potenzialità come l'India, dove dalla fine del 2007 il Presidente della Repubblica è una donna, Pratibha Patil, lo stesso governo possa finalmente riuscire, nel giro di non troppi anni, a migliorare le condizioni di vita di quelle tante donne che sin dalla nascita devono lottare per vivere, giorno dopo giorno. Non c'è futuro per un paese senza un domani migliore per le sue donne.
NOTE
[1] Fonte: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/in.html (stime al 13/12/2007).
[2] Fonte: Census of India 2001 (stima al 31/03/2006).
[3] Cognata settantenne dell'ex presidente indiano V. V. Giri, si batte da 40 anni per l'emancipazione femminile, anche come presidente della relativa Commissione nazionale. È presidente di Guild of Service, che gestisce vari centri in tutta l'India e in particolare a Vrindavan due case alloggio che ospitano oltre 600 vedove.
[4] Fonte: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/in.html (stime al 13/12/2007).
[5] Le vedove di Vrindavan si fanno il tilak con le argille sacre dei luoghi dove è vissuto Krishna, giallo pallido o anche molto più scuro. Altri Vaishnava usano anche argille bianche, oppure polveri rosse ecc. Infine altri gruppi (per esempio Shivati) non usano l’argilla ma pasta di sandalo, ceneri sacre ecc.
Questo è l'approfondimento che ha scritto per Donne di Vrindavan:
L’India è un paese di grandi contrasti e contraddizioni e vivervi per una donna non è cosa facile. In una società dove la religione gode ancora di grande autorità e le sue scritture ed i suoi insegnamenti sono seguiti oggi come migliaia di anni fa, essere una donna, una madre, può rivelarsi la più gratificante delle esperienze come l’incubo più aberrante; e proprio in nome della religione e della tradizione vengono frequentemente compiuti crimini atroci.
Si parla spesso del miracolo economico indiano, ma la maggior parte dell’India è tuttora rurale: su 1 miliardo e 130 milioni di abitanti (F=547.421.878, M=582.444.276)[1] il 72,2% vive nelle campagne, in zone sperdute dove i legami con la tradizione restano molto forti. Trattandosi di una società patriarcale, le vessazioni più pesanti colpiscono naturalmente le donne, sin da quando sono bambine e prima ancora col fenomeno dell'aborto selettivo. Il cibo migliore, le cure mediche, lo svago, il riposo, sono destinati ai maschi. Il maschio è “l’assicurazione” per il futuro: sposato rimarrà in famiglia portando anche l’aiuto della moglie che si prenderà cura dei suoceri.
La ragazza pertanto è “a perdere”, le cure sono “sprecate” per lei, è un peso: ci si deve procurare anche la dote per farla sposare, per “mandarla via”, e tante famiglie si riducono sul lastrico per le spese della dote e del matrimonio. Una volta sposata la donna va ad abitare dai suoceri e lì può trovare l’inferno: è l’ultima arrivata; se il marito ha altri fratelli ci saranno già altre cognate e a lei spetteranno i compiti più gravosi, pulire e cucinare per tutti; sarà soggetta a torture psicologiche e materiali. La cosa che più sgomenta in questi casi, è la mancanza di solidarietà femminile: predomina il senso di rivalsa sull'ultima arrivata, che dovrà scontare quello che hanno subito le altre.
Un tormento ancora più terribile è rimanere vedova. Secondo i testi sacri Hindu la donna non ha alcun valore senza un uomo accanto, che sia padre o fratello da piccola, o marito poi; e quando resta vedova è la fine anche per lei. Nelle famiglie hindu più conservatrici e superstiziose la vedova viene considerata portatrice di sfortuna, se non la “causa occulta” della morte del marito. Le viene tolta ogni proprietà e diritto. Deve vivere in povertà e isolamento, dedicando la vita che le resta alla memoria del defunto sposo. Non potrà più risposarsi. Le tagliano i capelli, le tolgono ogni simbolo di donna maritata, il mangalsutra (cordone della felicità), la collana di perline nere che corrisponde alla nostra “fede”, il bindi, piccolo tondino rosso sulla fronte, il sindur, la striscia rossa tra i capelli, i cerchietti di vetro che porta ai polsi, gli anelli alle dita dei piedi. Deve vestire solo un semplice sari bianco, il colore del lutto.
Anche se da molti anni è fuori legge, si sente ancora raccontare di casi, nelle zone rurali, in cui la vedova s'immola sulla pira funebre del defunto marito, rito chiamato sati; nei casi meno peggiori viene gettata fuori dalla casa dei suoceri, deprivata di tutto, soprattutto della dignità. Considerata ormai solo di peso, a volte viene allontanata dai suoi stessi figli. C'è chi va a elemosinare per la strada. Altre, in gruppetti, partono in pellegrinaggio, spesso a piedi, per visitare i luoghi sacri dell’India. Altre, le Sadhvi, portano all'estremo la scelta di una vita di penitenza e rinuncia e, se ne hanno la capacità, sotto consiglio del loro maestro spirituale, inizieranno a dare lezioni e insegnamenti religiosi. Altre ancora si rifugiano in luoghi sacri come la città di Varanasi, dove passano i loro ultimi anni chiedendo l’elemosina sulle rive del Gange, confidando che dopo la morte le acque sacre di questo fiume - considerato “la madre” - le accoglieranno nell’ultimo abbraccio, per donar loro la liberazione (Moksh) dal ciclo delle rinascite, così come viene stabilito nei testi sacri.
La maggior concentrazione di vedove, attualmente circa 20 mila (in India si stimano complessivamente 40 milioni di vedove), si ha nella città sacra di Vrindavan, specialmente quelle provenienti dalla regione del Bengala Occidentale - sulle orme del santo Chaitanya Mahaprabhu (1486-1533) - e dal Bangladesh. Qui dimostrano il loro amore per Krishna, il Dio nato in questa piccola cittadina, cantando incessantemente bhajan (canti sacri) negli che le accolgono. In cambio ricevono una ciotola di riso e ashramdhal (legumi), e qualche rupia. Questo certo non basta loro per mettere da parte i soldi necessari a pagare, in certi casi, l’affitto di stanzette umide e maleodoranti.
La vita di queste donne è dura, più di quanto in occidente si possa immaginare. Incuria, malnutrizione, sporcizia, malattie (dissenteria, tubercolosi, patologie di carattere sessuale) regnano nei locali che le ospitano. L'ashram più grande arriva ad ospitarne 2000, tutte insieme! Ma le più disgraziate rimangono per strada, alla carità dei passanti e dei pellegrini, rannicchiate sui marciapiedi, davanti ai circa 4000 templi di questa cittadina santa. Tante hanno anche figli piccoli da crescere, altre accudiscono quelle più malate e a volte semidementi. Alcune rimpiangono di non essere morte insieme al marito, piuttosto che dovere sopportare tanti tormenti e tante umiliazioni. Dobbiamo poi ricordare il numero incredibile di spose bambine, lasciate ben presto vedove da mariti anziani (si contano circa 55 milioni di bambine sposate prima dei 15 anni)[2]. La maggior parte, soprattutto le più giovani, diventano vittime di violenze sessuali perpetrate spesso da chi le ospita con intenzioni lucrose: raccolta di donazioni, riciclo di denaro “nero”, traffico di queste povere creature a fine di prostituzione.
Negli ultimi decenni, le donne più coraggiose si sono riunite intorno a una di loro, Mohini Giri[3] che, con il supporto dell'educazione ricevuta, ha saputo alzare la testa con dignità e ora può tendere una mano alle “sorelle” più sfortunate, a cui offre cure mediche, igiene, pulizia, un pasto sostanzioso, soprattutto delle basi educative e l’insegnamento di semplici lavori che permetteranno loro di impegnare positivamente la loro vita e ricavare dei piccoli ma utili guadagni. Non va dimenticato che in India l’analfabetismo è ancora una grave piaga: l'alfabetizzazione interessa solo il 61.0% della popolazione (F=47.8%, M=73.4)[4].
Le donne delle foto qui raccolte [ndr. allude alle 36 foto di Donne di Vrindavan] mostrano volti le cui rughe raccontano uno a uno i dolori passati. Ci guardano con occhi talvolta inespressivi o come persi in ricordi di tempi migliori e lontani, o saggi e luminosi, o pieni di dolore, o fieri ed orgogliosi. Sguardi in cui possiamo cogliere le immense contraddizioni dell'India, la sofferenza d'oggi e la speranza di domani. Sulla fronte di tutte si nota un segno, il tilak, il simbolo sacro ai Vaishnava (seguaci del Dio Vishnu e del Dio Krishna), che ogni mattina, dopo le abluzioni rituali, viene disegnato sulla fronte con una specie di gessetto. Ogni gruppo religioso ha un suo tilak fatto con materiali diversi e di forma differente a seconda della divinità adorata[5]. È simbolo di buon auspicio: queste donne lo portano in segno della loro fede e con la speranza di raggiungere al più presto il loro amato Dio.
A Vrindavan ci sono anche vedove cacciate da famiglie ricche ed “istruite”, con figli benestanti e decine di nipoti; ma in linea di massima le donne di casta più alta si rifugiano a Varanasi. Va infatti precisato che nemmeno le aree urbane, le caste elevate e le comunità più abbienti, sono esenti da questa vergogna, seppur in proporzione minore. Spesso la vedova viene tenuta a casa per mera convenienza sociale, una presenza “non vista”, non considerata, un peso da sopportare. Mi viene in mente un episodio raccontato da un giornalista italiano in visita a Mumbai. Seduto al caffè di un hotel a cinque stelle osserva una famiglia entrare. Il loro abbigliamento è emblematico del cambiamento a cui va incontro la società indiana: magliette e scarpe firmate per il padre e i due figli, maschio e femmina; un costoso sari di seta per la madre. Una ragazzina, la badante, accompagna la nonna vedova, avvolta in un sari bianco, come una nuvola candida e vaporosa.
A un certo punto la ragazza s'allontana. Dopo aver consumato, la famiglia decide di andare via e si alza. Anche la donna anziana tenta d'alzarsi, ma le cade il bastone e, impotente, resta seduta e sola senza che figlio, nuora e nipoti se ne preoccupino. Ritorna infine la ragazza e, aiutandola ad alzarsi, l'accompagna fuori.
È auspicabile che in una nazione ricca di tante potenzialità come l'India, dove dalla fine del 2007 il Presidente della Repubblica è una donna, Pratibha Patil, lo stesso governo possa finalmente riuscire, nel giro di non troppi anni, a migliorare le condizioni di vita di quelle tante donne che sin dalla nascita devono lottare per vivere, giorno dopo giorno. Non c'è futuro per un paese senza un domani migliore per le sue donne.
NOTE
[1] Fonte: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/in.html (stime al 13/12/2007).
[2] Fonte: Census of India 2001 (stima al 31/03/2006).
[3] Cognata settantenne dell'ex presidente indiano V. V. Giri, si batte da 40 anni per l'emancipazione femminile, anche come presidente della relativa Commissione nazionale. È presidente di Guild of Service, che gestisce vari centri in tutta l'India e in particolare a Vrindavan due case alloggio che ospitano oltre 600 vedove.
[4] Fonte: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/in.html (stime al 13/12/2007).
[5] Le vedove di Vrindavan si fanno il tilak con le argille sacre dei luoghi dove è vissuto Krishna, giallo pallido o anche molto più scuro. Altri Vaishnava usano anche argille bianche, oppure polveri rosse ecc. Infine altri gruppi (per esempio Shivati) non usano l’argilla ma pasta di sandalo, ceneri sacre ecc.
lunedì 10 marzo 2008
PERUGIA: 8-16 marzo 2008
Grande affluenza di pubblico in occasione della giornata internazionale della donna alla prima nazionale della mostra fotografica itinerante Donne di Vrindavan, promossa dal Comitato Internazionale 8 Marzo. All'inaugurazione sono intervenuti gli assessori Silvana Capaldini (coesione sociale) e l'assessore Andrea Cernicchi (cultura) del Comune di Perugia; l'assessore Capaldini ha sottolineato l'importanza di iniziative in sintonia con la giornata della donna, e che ricordino le violenze che tutt'oggi subiscono, in anni in cui l'8 marzo sempre più tende a trasformarsi in una mera festa consumistica. L'evento è stato accompagnato dal rinfresco offerto da Monimbò - commercio equo e solidale e dall'esibizione del gruppo di musica indiana Ragini, applauditissimo.
P.S. La rassegna stampa verrà documentata al termine dell'iniziativa (dopo il 16 marzo).
P.S. La rassegna stampa verrà documentata al termine dell'iniziativa (dopo il 16 marzo).
giovedì 6 marzo 2008
Allestimento della mostra a Perugia
PERUGIA - Una serie di circostanze - indipendenti dalla volontà degli organizzatori di Donne di Vrindavan - fa si che l'allestimento verrà effettuato la stessa mattina di sabato 8 marzo. Pertanto la mostra verrà aperta presumibilmente più tardi delle 10.
Per una improvvisa inagibilità, sopravvenuta pochi giorni prima dell'apertura di Donne di Vrindavan, sono stati chiusi al pubblico i 4 ambienti secondari della Chiesa S.M. della Misericordia equivalenti a circa il 40% delle superfici espositive. Grazie alla grande disponibilità dei preposti uffici del Comune di Perugia, si è comunque trovato il modo di sfruttare al massimo la sala principale, l'unica rimasta utilizzabile.
Per una improvvisa inagibilità, sopravvenuta pochi giorni prima dell'apertura di Donne di Vrindavan, sono stati chiusi al pubblico i 4 ambienti secondari della Chiesa S.M. della Misericordia equivalenti a circa il 40% delle superfici espositive. Grazie alla grande disponibilità dei preposti uffici del Comune di Perugia, si è comunque trovato il modo di sfruttare al massimo la sala principale, l'unica rimasta utilizzabile.
giovedì 28 febbraio 2008
Spettacolo teatrale in occasione della mostra
Sabato 15 marzo, ore 17:30
PERUGIA - Chiesa S.M. della Misericordia, Via Oberdan 54
Nella sede della mostra fotografica, il Comitato Internazionale 8 Marzo propone lo spettacolo teatrale Bambole, di e con Candelaria Romero. Storie di famiglia, di zie, nonne, mamme, nipoti, cugine, vicine di casa, amiche, per sentito dire, alternate a testimonianze e fatti di cronaca raccolti dal materiale di Amnesty International, Campagna "Mai più violenza sulle donne".
Lo spettacolo Bambole va a toccare situazioni quotidiane di violenza domestica così come casi di abusi contro le donne nelle carceri Russe, maltrattamenti e violenze sulle detenute, immagini tratte dal libro “Bruciata viva”, per poi concludere con il video prodotto da Amnesty International.
Candelaria Romero nasce nel 1973 a San Miguel de Tucuman (Argentina) da genitori scrittori. Nel 1976 la famiglia è costretta ad espatriare a causa della locale dittatura e nel 1979 i Romero ricevono asilo politico in Svezia, dove Candelaria ha seguito i laboratori T.E.A. (Taller de Esperimentaciòn Artìstica) partecipando ai corsi di scrittura ed iniziando contemporaneamente la sua formazione teatrale, diplomandosi nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma. Dal 1992 risiede e lavora a Bergamo dove svolge attività teatrale e di scrittura.
PERUGIA - Chiesa S.M. della Misericordia, Via Oberdan 54
Nella sede della mostra fotografica, il Comitato Internazionale 8 Marzo propone lo spettacolo teatrale Bambole, di e con Candelaria Romero. Storie di famiglia, di zie, nonne, mamme, nipoti, cugine, vicine di casa, amiche, per sentito dire, alternate a testimonianze e fatti di cronaca raccolti dal materiale di Amnesty International, Campagna "Mai più violenza sulle donne".
Lo spettacolo Bambole va a toccare situazioni quotidiane di violenza domestica così come casi di abusi contro le donne nelle carceri Russe, maltrattamenti e violenze sulle detenute, immagini tratte dal libro “Bruciata viva”, per poi concludere con il video prodotto da Amnesty International.
Candelaria Romero nasce nel 1973 a San Miguel de Tucuman (Argentina) da genitori scrittori. Nel 1976 la famiglia è costretta ad espatriare a causa della locale dittatura e nel 1979 i Romero ricevono asilo politico in Svezia, dove Candelaria ha seguito i laboratori T.E.A. (Taller de Esperimentaciòn Artìstica) partecipando ai corsi di scrittura ed iniziando contemporaneamente la sua formazione teatrale, diplomandosi nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma. Dal 1992 risiede e lavora a Bergamo dove svolge attività teatrale e di scrittura.
sabato 23 febbraio 2008
Da La Nazione-Umbria del 22/02/08
MOSTRA BENEFICAIndia, le vedove
di Vrindavan
VRINDAVAN (Uttar Pradesh, India) è nota come la «città delle vedove» per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo avere perso i loro mariti ed essersi ritrovate in mezzo alla strada. Nel 2007 la fotografa Tamara Farnetani è stata a lungo a Vrindavan in due occasioni a distanza di circa otto mesi: dalle foto e dalle interviste che ha fatto alle donne che ha incontrato è nata la mostra «Donne di Vrindavan» che si svolgerà a Perugia dall'8 al 16 marzo; ad Assisi dal 5 al 13 aprile; a Spoleto dal 19 al 27 aprile. A fare da promotore all'iniziativa che ha uno scopo benefico (in favore di queste donne) è il Comitato Internazionale 8 Marzo. A curare nello specifico l'allestimento è stato Daniele Passerini, entrato nel progetto dapprincipio per scrivere soltanto i testi che avrebbero accompagnato le foto, poi, considerato che la fotografa dallo scorso settembre è rientrata in Italia solo una volta per pochi giorni, ha finito per assumere per conto del Comitato 8 Marzo anche l'organizzazione vera e propria. La mostra si compone di 40 pannelli 90x70cm. 35 che contengono foto e lirica abbinata. Altri due contengono la presentazione della mostra e altri 3 contengono approfondimenti sulla condizione della vedova e della donna in generale nell'India e le interviste (trasformate in piccole storie di vita) raccolte da molte delle donne fotografate. Gli approfondimenti sono stati scritti da Ester Gallo, docente di antropologia attualmente presso l'Università del Sussex (UK) e da Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), amica e consulente di Tiziano Terzani. Molti gli enti e le associazioni che hanno accordato il loro patrocinio all'iniziativa che è nata senza fini di lucro "anzi - spiega Passerini - con l'obiettivo semmai di riuscire, nel nostro piccolo, anche a supportare un progetto di aiuto per l'lndia. E la nostra scelta è caduta sulla costruzione in corso, nella stessa città di Vrindavan, della Ma-Dham - Casa della Madre - da parte dell'associazione umanitaria Guild of Service». L'ingresso della mostra è libero. Dopo l'Umbria l'esposizione si sposterà in altre parti d'Italia per continuare la raccolta fondi per Vrindavan.
- PERUGIA -
VRINDAVAN (Uttar Pradesh, India) è nota come la «città delle vedove» per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo avere perso i loro mariti ed essersi ritrovate in mezzo alla strada. Nel 2007 la fotografa Tamara Farnetani è stata a lungo a Vrindavan in due occasioni a distanza di circa otto mesi: dalle foto e dalle interviste che ha fatto alle donne che ha incontrato è nata la mostra «Donne di Vrindavan» che si svolgerà a Perugia dall'8 al 16 marzo; ad Assisi dal 5 al 13 aprile; a Spoleto dal 19 al 27 aprile. A fare da promotore all'iniziativa che ha uno scopo benefico (in favore di queste donne) è il Comitato Internazionale 8 Marzo. A curare nello specifico l'allestimento è stato Daniele Passerini, entrato nel progetto dapprincipio per scrivere soltanto i testi che avrebbero accompagnato le foto, poi, considerato che la fotografa dallo scorso settembre è rientrata in Italia solo una volta per pochi giorni, ha finito per assumere per conto del Comitato 8 Marzo anche l'organizzazione vera e propria. La mostra si compone di 40 pannelli 90x70cm. 35 che contengono foto e lirica abbinata. Altri due contengono la presentazione della mostra e altri 3 contengono approfondimenti sulla condizione della vedova e della donna in generale nell'India e le interviste (trasformate in piccole storie di vita) raccolte da molte delle donne fotografate. Gli approfondimenti sono stati scritti da Ester Gallo, docente di antropologia attualmente presso l'Università del Sussex (UK) e da Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), amica e consulente di Tiziano Terzani. Molti gli enti e le associazioni che hanno accordato il loro patrocinio all'iniziativa che è nata senza fini di lucro "anzi - spiega Passerini - con l'obiettivo semmai di riuscire, nel nostro piccolo, anche a supportare un progetto di aiuto per l'lndia. E la nostra scelta è caduta sulla costruzione in corso, nella stessa città di Vrindavan, della Ma-Dham - Casa della Madre - da parte dell'associazione umanitaria Guild of Service». L'ingresso della mostra è libero. Dopo l'Umbria l'esposizione si sposterà in altre parti d'Italia per continuare la raccolta fondi per Vrindavan.
Musica indiana in occasione delle inaugurazioni
In occasione delle inaugurazioni della mostra Donne di Vrindavan a Perugia, Assisi e Spoleto, si esibirà l'ensemble di musica indiana Ragini, composto da Giovanna Colombo (sitar e seconda voce), Chiara Barbieri (sitar e voce solista), Gianna Orazi (percussioni). Il programma, in esecuzione acustica, prevede due raga: Yaman e Bhairavi.
Le tre musiciste si sono formate presso la scuola di musica indiana del maestro Gianni Ricchizzi - tra i più noti esecutori di sitar occidentali - e si sono perfezionate frequentando numerosi seminari e stage in India a Benares.
ORARIO, DATE E SEDI DELLE INAUGURAZIONI:
h 17.30
Sabato 8 marzo 2008
PERUGIA - Chiesa S.M. della Misericordia, Via Oberdan 54
Sabato 5 aprile 2008
ASSISI - Sala Pinacoteca, Piazza del Comune
Sabato 19 aprile 2008
SPOLETO - Chiostro di San Nicolò, Via Elladio
LA SCHEDA DEL GRUPPO RAGINI
La musica classica dell'India settentrionale ha origini remote che risalgono al canto vedico (circa 2000 A.C.) e ha preservato intatta la sua essenza fino ai giorni nostri grazie alla tradizione di trasmissione orale da maestro a discepolo. Questa musica è basata sull’antico sistema dei Raga-Ragini, in cui determinate note evocano stati d’animo strettamente connessi al ciclo della vita, ai momenti della giornata, alle stagioni. L’antico sistema di classificazione dei Raga, vedeva queste melodie come vere e proprie famiglie in cui ogni Raga aveva diverse Ragini come mogli; ispirate da ciò abbiamo scelto il nome del nostro gruppo.
I Raga che verranno eseguiti sono:
Le tre musiciste si sono formate presso la scuola di musica indiana del maestro Gianni Ricchizzi - tra i più noti esecutori di sitar occidentali - e si sono perfezionate frequentando numerosi seminari e stage in India a Benares.
ORARIO, DATE E SEDI DELLE INAUGURAZIONI:
h 17.30
Sabato 8 marzo 2008
PERUGIA - Chiesa S.M. della Misericordia, Via Oberdan 54
Sabato 5 aprile 2008
ASSISI - Sala Pinacoteca, Piazza del Comune
Sabato 19 aprile 2008
SPOLETO - Chiostro di San Nicolò, Via Elladio
LA SCHEDA DEL GRUPPO RAGINI
La musica classica dell'India settentrionale ha origini remote che risalgono al canto vedico (circa 2000 A.C.) e ha preservato intatta la sua essenza fino ai giorni nostri grazie alla tradizione di trasmissione orale da maestro a discepolo. Questa musica è basata sull’antico sistema dei Raga-Ragini, in cui determinate note evocano stati d’animo strettamente connessi al ciclo della vita, ai momenti della giornata, alle stagioni. L’antico sistema di classificazione dei Raga, vedeva queste melodie come vere e proprie famiglie in cui ogni Raga aveva diverse Ragini come mogli; ispirate da ciò abbiamo scelto il nome del nostro gruppo.
I Raga che verranno eseguiti sono:
- Raga YAMAN, tipico della sera considerato anche “di buon inizio” o di “buon auspicio”; sarà cantato accompagnato dalla tampura (strumento a corde di bordone) in stile Dhrupad (stile solenne, austero e antico).
- Raga BHAIRAVI, classica melodia indiana, che rappresenta Parvati e in genere la Shakti (il prana), cantata e suonata in tutti gli stili, da quelli classici a quelli popolari; sarà suonato con due sitar e percussione, nello stile Khyal che lascia spazio alla fantasia e all’immaginazione.
mercoledì 20 febbraio 2008
Da Il Giornale dell'Umbria del 17/02/08
MOSTRA FOTOGRAFICA"Le donne
di Vrindavan"
PERUGIA - Ultimi preparativi per l'allestimento di una mostra fotografica di straordinaria suggestione. In programma dall'8 al 16 marzo alla Sala espositiva della chiesa Santa Maria della Misericordia di via Oberdan a Perugia, l'iniziativa dal titolo "Donne di Vrindavan".
La mostra racconta la vita delle donne di Vrindavan (Uttar Pradesh, India) attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, le liriche di Daniele Passerini, le testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, i loro canti registrati dal vivo, gli approfondimenti di Ester Gallo, antropologa dell'università del Sussex (UK), e Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), collaboratrice e amica di Tiziano Terzani. la città di Vrindavan si trova a circa 130 km da Nuova Delhi e a 50 km da Agra, la città del Taj Mahal. Secondo la tradizione hindu tra Vrindavan e Mathura, separate da circa 15 km, nacque e crebbe Krishna. Per questo motivo la zona è ricca di templi e meta di pellegrinaggio da tutta l'India.
Vrindavan è anche nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo essere rimaste senza marito.
L'iniziativa è promossa dal Comitato Internazionale 8 marzo. La mostra sarà replicata ad Assisi dal 5 al 13 aprile presso la Sala Pinacoteca, piazza del Comune e a Spoleto dal 19 al 27 aprile, presso il Chiostro di S. Nicolò, in via Elladio.
di Vrindavan"
PERUGIA - Ultimi preparativi per l'allestimento di una mostra fotografica di straordinaria suggestione. In programma dall'8 al 16 marzo alla Sala espositiva della chiesa Santa Maria della Misericordia di via Oberdan a Perugia, l'iniziativa dal titolo "Donne di Vrindavan".
La mostra racconta la vita delle donne di Vrindavan (Uttar Pradesh, India) attraverso le fotografie di Tamara Farnetani, le liriche di Daniele Passerini, le testimonianze raccolte dalle stesse donne fotografate, i loro canti registrati dal vivo, gli approfondimenti di Ester Gallo, antropologa dell'università del Sussex (UK), e Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), collaboratrice e amica di Tiziano Terzani. la città di Vrindavan si trova a circa 130 km da Nuova Delhi e a 50 km da Agra, la città del Taj Mahal. Secondo la tradizione hindu tra Vrindavan e Mathura, separate da circa 15 km, nacque e crebbe Krishna. Per questo motivo la zona è ricca di templi e meta di pellegrinaggio da tutta l'India.
Vrindavan è anche nota come la "città delle vedove" per via del gran numero di donne che vi trovano rifugio dopo essere rimaste senza marito.
L'iniziativa è promossa dal Comitato Internazionale 8 marzo. La mostra sarà replicata ad Assisi dal 5 al 13 aprile presso la Sala Pinacoteca, piazza del Comune e a Spoleto dal 19 al 27 aprile, presso il Chiostro di S. Nicolò, in via Elladio.
Da Il Corriere dell'Umbria del 15/11/07
Da "Un numero e la poesia per svelare gli arcani", intervista a Daniele Passerini di Ramona Premoto pubblicata dal Corriere dell'Umbria subito dopo UmbriaLibri 2007.
[...] "Donne di Vrindavan", un progetto ambizioso in cantiere? "Si tratta di una mostra fotografica promossa dal Comitato 8 Marzo di Perugia in esposizione alla Rocca Paolina [nel frattempo la sede è diventata l'ex Chiesa S. M. della Misericordia di Via Oberdan] dall'8 al 16 marzo, ad Assisi dal 5 al 13 aprile a a Spoleto dal 19 al 27. Sono 35 fotografie selezionate dal reportage nella città indiana di Tamara Farnetani, accompagnate dai miei versi. L'India è qualcosa che sfugge a noi occidentali, una realtà che non possiamo definire. Vrindavan con le sue vedove è vista da sempre come la parte dell'India della sofferenza, anche se più guardavo quei primi piani patiti e più mi parlavano di fierezza e speranza. Ho lasciato che fossero le fotografie a raccontarmi di una realtà lontana e ho scritto dell'universale".
[...] "Donne di Vrindavan", un progetto ambizioso in cantiere? "Si tratta di una mostra fotografica promossa dal Comitato 8 Marzo di Perugia in esposizione alla Rocca Paolina [nel frattempo la sede è diventata l'ex Chiesa S. M. della Misericordia di Via Oberdan] dall'8 al 16 marzo, ad Assisi dal 5 al 13 aprile a a Spoleto dal 19 al 27. Sono 35 fotografie selezionate dal reportage nella città indiana di Tamara Farnetani, accompagnate dai miei versi. L'India è qualcosa che sfugge a noi occidentali, una realtà che non possiamo definire. Vrindavan con le sue vedove è vista da sempre come la parte dell'India della sofferenza, anche se più guardavo quei primi piani patiti e più mi parlavano di fierezza e speranza. Ho lasciato che fossero le fotografie a raccontarmi di una realtà lontana e ho scritto dell'universale".
domenica 17 febbraio 2008
Le risorse in campo
La mostra si avvale di molte collaborazioni accordate a titolo gratuito:
- Radio Subasio sta preparando gli spot promozionali che manderà in onda in occasione delle tre esposizioni;
- Monimbò - commercio equo e solidale e Solidalequo Assisi offriranno l'aperitivo in occasione delle inaugurazioni;
- il CESVOL di Assisi e le associazioni spoletine La voce delle donne e Donne contro la guerra supporteranno il Comitato Internazionale 8 Marzo e gli autori della mostra per la presenza durante le aperture;
- gli studi fotografici Arc en ciel di Perugia e Terni hanno supervisionato la realizzazione dei pannelli della mostra;
Fondamentale è stato poi il contributo economico degli sponsor privati pari complessivamente a € 3400:
- Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto (Carispo);
- Spoleto Credito e Servizi (Gruppo SCS);
- ANCST Umbria-LegaCoop;
- CESVOL - Centro Servizi per il Volontariato di Perugia;
- Libreria dell'Anima di Perugia.
Le spese della mostra, detratti gli sconti offerti a titolo di sponsorizzazione dai partner (T&RB Group e Digitalpoint di Perugia, Grafiche CTS di Città di Castello) sono pari a 7000€, comprendenti:
- la progettazione grafica di catalogo, manifesto e locandina, pieghevole;
- la stampa in quadricromia di catalogo (1000 pz), manifesto (250 pz), locandina (500 pz), pieghevole (5000 pz);
- la stampa digitale dei 40 pannelli che compongono la mostra;
- le affissioni dei manifesti nelle 3 città coinvolte.
Ci tengo a sottolineare che nessuna altra voce di spesa è stata conteggiata: tutto quello che Tamara Farnetani, il Comitato Internazionale 8 Marzo, il sottoscritto hanno messo in atto per rendere possibile questa iniziativa è stato fatto a titolo di puro volontariato: sono risorse invisibili ma pur sempre risorse.
L'iniziativa è nata senza fini di lucro, anzi con l'obiettivo di riuscire, nel nostro piccolo, anche a supportare un progetto di aiuto per l'India. E la nostra scelta è caduta sulla costruzione in corso, nella stessa città di Vrindavan, della Ma-Dham (Casa della Madre) da parte dell'associazione umanitaria Guild of Service.
Non è un momento facile per la società civile italiana e nonostante la generosità dei nostri sponsor non siamo riusciti a trovarne in numero tale da coprire totalmente le spese delle mostra. Pertanto non potremo destinare le offerte per il catalogo interamente a Guild of Service, come avremmo voluto: metà della somma ricevuta per ogni copia sarà destinata a Guild of Service, l'altra metà al Comitato Internazionale 8 Marzo per puntare al pareggio tra entrate ed uscite (-3380€). Con il vigente cambio euro-rupia, 3 o 4 mila euro inviati a Vrindavan sarebbero una somma ragguardevole.
Naturalmente l'ingresso della mostra è libero: non vi è alcun obbligo per il visitatore a dare un'offerta in cambio del catalogo.
L'iniziativa è nata senza fini di lucro, anzi con l'obiettivo di riuscire, nel nostro piccolo, anche a supportare un progetto di aiuto per l'India. E la nostra scelta è caduta sulla costruzione in corso, nella stessa città di Vrindavan, della Ma-Dham (Casa della Madre) da parte dell'associazione umanitaria Guild of Service.
Non è un momento facile per la società civile italiana e nonostante la generosità dei nostri sponsor non siamo riusciti a trovarne in numero tale da coprire totalmente le spese delle mostra. Pertanto non potremo destinare le offerte per il catalogo interamente a Guild of Service, come avremmo voluto: metà della somma ricevuta per ogni copia sarà destinata a Guild of Service, l'altra metà al Comitato Internazionale 8 Marzo per puntare al pareggio tra entrate ed uscite (-3380€). Con il vigente cambio euro-rupia, 3 o 4 mila euro inviati a Vrindavan sarebbero una somma ragguardevole.
Naturalmente l'ingresso della mostra è libero: non vi è alcun obbligo per il visitatore a dare un'offerta in cambio del catalogo.
Etichette:
Guild of Service,
mostre a Perugia-Assisi-Spoleto
lunedì 11 febbraio 2008
Si avvicina il momento delle stampe
Con la mail sotto riportata è stato chiesto l'avvallo del materiale promozionale della mostra a tutti i soggetti coinvolti a titolo di patrocinio, sponsorizzazione o collaborazione. Non è stata sollevata alcuna obiezione (anzi abbiamo ricevuto diversi complimenti): il materiale comincerà pertanto ad essere stampato questa settimana.
I 40 pannelli 90x70cm (in forex da 3mm) di cui si compone la mostra andranno invece in stampa (digitale) la prossima settimana.
I 40 pannelli 90x70cm (in forex da 3mm) di cui si compone la mostra andranno invece in stampa (digitale) la prossima settimana.
Da: Daniele Passerini
Data: 07 febbraio 2008 23:36:28 GMT+01:00
A: [omissis]
Cc: [omissis]
Oggetto: invio bozze materiale promozionale mostra Donne di Vrindavan
Gentili patrocinatori, sponsor e collaboratori dell'iniziativa Donne di Vrindavan
con foto di Tamara Farnetani e testi di Daniele Passerini, Vasu Dev Das (Rita Cacciaglia), Ester Gallo.
Alleghiamo alla presente:
- bozza copertina del catalogo della mostra (26x22cm + risvolti interni);
- bozza locandina A3 (miniatura dell'analogo manifesto 70x100cm);
- bozza pieghevole 20x10cm.
e Vi chiediamo cortesemente di comunicare domani, entro le ore 17,
le eventuali correzioni che riteniate assolutamente necessarie,
rispondendo a questa mail o telefonando al 392.0668043.
Dobbiamo precisare che abbiamo cercato fino all'ultimo momento ulteriori sponsor, si da potere coprire totalmente le spese di allestimento della mostra: le affissioni, la stampa digitale dei pannelli, la stampa in quadricromia dei manifesti, delle locandine, dei pieghevoli e del catalogo. Questo ci avrebbe consentito di devolvere l'intero ricavato della vendita del catalogo all'associazione Guild of Service (http://www.guildofserviceni.com) con sede a Nuova Dehli, che gestisce a Vrindavan due strutture che ospitano vedove e donne sole con bambini, e sostenere in particolare la costruzione della Ma-Dham (Casa delle madri).
Auspicando che il catalogo possa essere apprezzato come merita e rendicontandoVi le entrate e le uscite, daremo in beneficenza a Guild of Service tutto quello che risulterà in attivo una volta pareggiate le spese di cui sopra.
In attesa di averVi graditi ospiti delle esposizioni che si terranno a Perugia, Assisi e Spoleto
e cogliendo l'occasione per ringraziarVi di nuovo per il Vostro prezioso apporto,
anche a nome della fotografa Tamara Farnetani che si trova fuori Italia per lavoro,
salutiamo cordialmente.
COMITATO INTERNAZIONALE 8 MARZO
Marcella Bravetti
REFERENTE ORGANIZZATIVO DONNE DI VRINDAVAN
Daniele Passerini
Marcella Bravetti
REFERENTE ORGANIZZATIVO DONNE DI VRINDAVAN
Daniele Passerini
Orari di apertura delle esposizioni
A Perugia, Assisi, Spoleto l'orario di apertura sarà continuato: non più 10-13 / 16-19 come inizialmente stabilito bensì dalle ore 10 alle 19.
sabato 9 febbraio 2008
La collaborazione con Guild of Service
IL TESTO ORIGINALE DELLE MAIL CON LA QUALE GUILD OF SERVICE HA RISPOSTO ALLA NOSTRA OFFERTA DI RACCOLTA FONDI IN LORO FAVORE (SEGUITI DALLA TRADUZIONE IN ITALIANO).
Dear Ms.Vasu Dev Das,
Thank you for your email. Rishikesh is my birthplace and I am a disciple of Swami Sivananda. The Guild of Service of which I am the chairperson, runs homes for widows iat Vrindavan, Kashmir, Godhra and other places across to country.
Now we have just built an Aashram called Ma-Dham to accommodate more widows. Enclosed are a few articles about the situation of widows in Vrindavan and our building. We would like to invite you to see our place and devote your services to the widows of Vrindavan. Any contribution to the Guild of Service is welcome.
You could also send us a contribution of any amount for our various activities by check or by electronic transfer. The check could be made in the name of Guild of Service. We have a Foreign Contribution Regulation Act (FCRA) account.
Our bank Address is as follows:
Canara Bank, Jit Singh Marg, New Delhi-110 067
Account No. 25060
SWIFT CODE – CNRBINBBDFS DP/1484-110-015-015
You could also send the check directly to:
Guild of Service: C-25, Qutab Institutional Area, New Delhi 110016, India
Contact: Email: gos@bol.net.in and guildofserviceni@yahoo.com
Your contribution will go long a way in ensuring a life of dignity for these widows and give them a chance to take control of their lives. We look forward to your support.
Thanking you,
With warm regards,
V.Mohini Giri
link to articles
http://www.boloji.com/wfs5/wfs988.htm
http://www.tribuneindia.com/2006/20060514/spectrum/main1.htm
Cara Vasu Dev Das,
grazie per la tua mail.
Io sono nata a Rishikesh e sono discepola di Swami Sivananda.
Il "Guild of Service", di cui sono il Presidente, ha delle sedi chiamate anche "case per vedove" a Vrindavan, in Kashmir, a Godhra ed in altri posti in tutta l'India.
Da pochi mesi abbiamo costruito un Ashram chiamato Ma-Dham, la Casa della Madre, per ospitare ancora piu' vedove. Allegati ci sono degli articoli che parlano della situazione delle vedove a Vrindavan e del nostro progetto. Vorremmo invitarti per visitare i nostri centri e per dedicare i vostri aiuti alle vedove di Vrindavan. Ogni contributo per il "Guild of Service" sara' molto gradito.
Potete mandare i vostri contributi di qualsiasi cifra per qualsiasi nostra attività tramite check oppure per trasferimento elettronico. Gli assegni dovranno essere indirizzati a nome del "Guild of Service". Abbiamo un Conto FCRA, Foreign Contribution Regulation Act, Legge di Regolamentazione per Contributi Esteri.
La nostra Banca è la seguente:
Canara Bank, Jit Singh Marg, New Delhi-110 067
Conto No. 25060
SWIFT CODE – CNRBINBBDFS DP/1484-110-015-015
Potete spedire direttamente gli assegni al "Guild of Service":
C-25, Qutab Institutional Area, New Delhi 110016, India
Contatti: Email: gos@bol.net.in and guildofserviceni@yahoo.com
I vostri contributi assicureranno una vita dignitosa per queste vedove e daranno loro la possibilità di prendere coscienza delle loro vite.
Aspettiamo con ansia i vostri aiuti.
Ringraziandovi, cordiali saluti
V. Mohini Giri
Dear Vasu Dev Das,
We are again sending you the logo of the Guild of Service as attached.
You can come and meet me at:
C-25, Qutab Institutional Area, Behind Qutab Hotel, New Delhi 110016.
My telephone numbers are: [omissisi] 91-011-41013418 (fax).
Regards
V. Mohini Giri
Cara Vasu Dev Das,
ti mandiamo allegato il Logo del "Guild of Service" .
Puoi venire per incontrarmi al:
C-25, Qutab Institutional Area, Behind Qutab Hotel, New Delhi 110016.
I miei Numeri di telefono sono: [omissis] 91-011-41013418 (fax).
Cari saluti
V. Mohini Giri
Dear Ms.Vasu Dev Das,
Thank you for your email. Rishikesh is my birthplace and I am a disciple of Swami Sivananda. The Guild of Service of which I am the chairperson, runs homes for widows iat Vrindavan, Kashmir, Godhra and other places across to country.
Now we have just built an Aashram called Ma-Dham to accommodate more widows. Enclosed are a few articles about the situation of widows in Vrindavan and our building. We would like to invite you to see our place and devote your services to the widows of Vrindavan. Any contribution to the Guild of Service is welcome.
You could also send us a contribution of any amount for our various activities by check or by electronic transfer. The check could be made in the name of Guild of Service. We have a Foreign Contribution Regulation Act (FCRA) account.
Our bank Address is as follows:
Canara Bank, Jit Singh Marg, New Delhi-110 067
Account No. 25060
SWIFT CODE – CNRBINBBDFS DP/1484-110-015-015
You could also send the check directly to:
Guild of Service: C-25, Qutab Institutional Area, New Delhi 110016, India
Contact: Email: gos@bol.net.in and guildofserviceni@yahoo.com
Your contribution will go long a way in ensuring a life of dignity for these widows and give them a chance to take control of their lives. We look forward to your support.
Thanking you,
With warm regards,
V.Mohini Giri
link to articles
http://www.boloji.com/wfs5/wfs988.htm
http://www.tribuneindia.com/2006/20060514/spectrum/main1.htm
Cara Vasu Dev Das,
grazie per la tua mail.
Io sono nata a Rishikesh e sono discepola di Swami Sivananda.
Il "Guild of Service", di cui sono il Presidente, ha delle sedi chiamate anche "case per vedove" a Vrindavan, in Kashmir, a Godhra ed in altri posti in tutta l'India.
Da pochi mesi abbiamo costruito un Ashram chiamato Ma-Dham, la Casa della Madre, per ospitare ancora piu' vedove. Allegati ci sono degli articoli che parlano della situazione delle vedove a Vrindavan e del nostro progetto. Vorremmo invitarti per visitare i nostri centri e per dedicare i vostri aiuti alle vedove di Vrindavan. Ogni contributo per il "Guild of Service" sara' molto gradito.
Potete mandare i vostri contributi di qualsiasi cifra per qualsiasi nostra attività tramite check oppure per trasferimento elettronico. Gli assegni dovranno essere indirizzati a nome del "Guild of Service". Abbiamo un Conto FCRA, Foreign Contribution Regulation Act, Legge di Regolamentazione per Contributi Esteri.
La nostra Banca è la seguente:
Canara Bank, Jit Singh Marg, New Delhi-110 067
Conto No. 25060
SWIFT CODE – CNRBINBBDFS DP/1484-110-015-015
Potete spedire direttamente gli assegni al "Guild of Service":
C-25, Qutab Institutional Area, New Delhi 110016, India
Contatti: Email: gos@bol.net.in and guildofserviceni@yahoo.com
I vostri contributi assicureranno una vita dignitosa per queste vedove e daranno loro la possibilità di prendere coscienza delle loro vite.
Aspettiamo con ansia i vostri aiuti.
Ringraziandovi, cordiali saluti
V. Mohini Giri
Dear Vasu Dev Das,
We are again sending you the logo of the Guild of Service as attached.
You can come and meet me at:
C-25, Qutab Institutional Area, Behind Qutab Hotel, New Delhi 110016.
My telephone numbers are: [omissisi] 91-011-41013418 (fax).
Regards
V. Mohini Giri
Cara Vasu Dev Das,
ti mandiamo allegato il Logo del "Guild of Service" .
Puoi venire per incontrarmi al:
C-25, Qutab Institutional Area, Behind Qutab Hotel, New Delhi 110016.
I miei Numeri di telefono sono: [omissis] 91-011-41013418 (fax).
Cari saluti
V. Mohini Giri
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